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Troppi controlli da 6 medici su 10, costano 10 mld l'anno

Eccesso di prescrizioni per medicina difensiva

12 novembre, 17:03

Il 58% dei medici dichiara di praticare la medicina difensiva e per il 93% il fenomeno è destinato ad aumentare. Uno scenario che ha un impatto economico stimato nel 10% del totale della spesa sanitaria (9-10 mld) con un costo pro capite di 165 euro su un totale di 1847 euro. È quanto riporta uno studio pilota elaborato dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e presentato oggi durante il workshop "Medicina difensiva - Sperimentazione di un modello per la valutazione della sua diffusione e del relativo impatto economico".  Lo studio è stato effettuato su 4 regioni (Lombardia, Marche, Sicilia, Umbria) su un campione di circa 1500 medici ospedalieri. Il 58% degli intervistati ha dichiarato di praticare la medicina difensiva. Le prestazioni più frequenti per cui la si pratica sono nel 33% gli esami laboratorio, sempre con il 33% gli esami strumentali, per il 16% le visite specialistiche e per il 6% il comportamento è quello di non fornire cure potenzialmente efficaci ma ad alto rischio complicazioni. Secondo i medici intervistati le cause principali sono: per il 31% la legislazione sfavorevole per il medico, per il 28% il rischio di essere citati in giudizio e il 14% lo sbilanciamento del rapporto medico-paziente con eccessive richieste, pressioni e aspettative da parte del paziente e dei familiari. Secondo gli intervistati le azioni potenzialmente efficaci per ridurre la medicina difensiva sono per il 49% quello di attenersi alle evidenze scientifiche e per il 47% quello di riformare le norme che disciplinano la responsabilità professionale. "Con questo progetto - ha specificato il Dg Agenas, Francesco Bevere, si affronta un tema controverso, di grande attualità, quello della medicina difensiva, approntando strumenti validi alla valutazione del fenomeno in tutte le sue sfaccettature: dai fattori economici, alle cause legate essenzialmente ad una legislazione non sempre favorevole per i medici, agli aspetti emotivi del professionista sanitario. Tutto ciò è un grave sintomo del profondo 'malessere', ampiamente diffuso tra i medici, che genera gravi conseguenze sulla qualità e la sicurezza delle cure e delle organizzazioni". 

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