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Venezia:domani Maternity Blues,dimezzati infanticidi in 2011

Psichiatra, film fondamentali contro depressione post partum

06 settembre, 17:26
(ANSA) - ROMA, 6 SET - A volte la realta' offre spunti piu' rosei del cinema. Mentre approda alla 68/ma Mostra del Cinema di Venezia, domani nella sezione 'Controcampo italiano', 'Maternity Blues' di Fabrizio Cattani, film sulla storia di quattro donne in un ospedale psichiatrico legate dalla colpa dell'infanticidio, la cronaca presenta dati finalmente positivi: da 19 infanticidi nel 2010, di cui 15 nei primi sei mesi dell'anno, a 7 fino ad agosto 2011. E domani Antonino Calogero, il direttore di Castiglione delle Stiviere (Mantova) in cui si tenta il recupero psichiatrico di queste donne, sara' a Venezia per intervenire sul film.

''Si tratta sempre di numeri drammatici, ma sono la conferma che la prevenzione esiste e che le campagne di sensibilizzazione funzionano'' commenta l'Onda (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) nel sottolineare che sulla depressione post partum ''qualcosa sta cambiando''.

Sulla depressione post-partum, malattia spesso trascurata e sottodiagnosticata (meno del 50% dei casi), che colpisce il 16% delle neomamme ''le campagne di sensibilizzazione stanno iniziando a dare i loro frutti'' afferma Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze A.O. Fatebenefratelli Oftalmico Melloni di Milano, che fa parte della rete dei sei centri di eccellenza che stanno scrivendo le prime Linee Guida sulla prevenzione di questa malattia (il Fatebenefratelli di Milano, Le Molinette di Torino, l'A.O. Universita' Pisana, gli Ospedali Riuniti di Ancona, l'Universita' di Napoli SUN e il Policlinico Rodolico di Catania). E davanti a gesti estremi di donne che soffrono e uccidono i propri piccoli perche' assalite da depressione post-partum ''film come questi - osserva Mencacci - possono solo aiutarci. I dati sulla riduzione degli infanticidi rappresentano una iniziale conferma che la prevenzione della depressione post-partum si puo' e si deve attuare riconoscendo i fattori di rischio e i segnali. La malattia non se ne va da sola. Se riconosciuta e curata si risolve nell'arco di qualche settimana. Ma, se trascurata, si protrae per anni alterando la qualita' della vita, e, soprattutto, con ripercussioni severe anche sullo sviluppo del bambino e sulla famiglia. E' un tunnel che determina uno stato di disperazione e solitudine in un momento che dovrebbe essere gioioso e che, per questo, porta a sentirsi in colpa e a nascondersi''.

Il progetto ''Un sorriso per le mamme'' iniziato lo scorso anno ''nasce dalla consapevolezza - commenta Francesca Merzagora, presidente di Onda - di quanto sia importante sostenere ed essere vicini alle donne, ma e' necessario che all'interno degli ospedali vi sia personale sanitario formato, in grado di riconoscere e affrontare con competenza una depressione in gravidanza e nel post-partum''.(ANSA).

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