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Farmaci per desiderio sessuale,una 'rivoluzione' per le donne

Psichiatra, 1 su 10 colpita colpita da calo eccitazione

01 aprile, 19:22
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Ci vorrà ancora del tempo, anche se gli annunci da parte degli aziende sono già vari, ma la nuova generazione di farmaci allo studio per 'risvegliare' il desiderio sessuale promette di avere l'effetto di una "rivoluzione" soprattutto per le donne, prime destinatarie di questi nuovi medicinali. Ad affermarlo è lo psichiatra e past-president della Società italiana di psichiatria (Sip), Claudio Mencacci, sottolineando come solo da pochi anni si stiano conducendo studi specifici 'di genere' sulle disfunzioni sessuali al femminile. "Oggi, secondo stime a livello internazionale - afferma Mencacci - circa una donna su dieci soffre di calo del desiderio sessuale e dell'eccitazione.

Ciò a causa di fisiologiche variazioni ormonali legate alla menopausa, ma anche per difficoltà relazionali e col partner".

La "novità - sottolinea - è che da pochi anni si stanno facendo passi avanti nella medicina di genere, riconoscendo le differenze tra uomo e donna. Che ciò si stia facendo anche per la sfera sessuale è molto importante e questi nuovi farmaci mirati al desiderio rappresenteranno una svolta per la sessualità di tante donne". Si tratta, chiarisce l'esperto, di molecole molto diverse da quelle ormai note e utilizzate contro le disfunzioni erettili nell'uomo come il Viagra: "Le nuove molecole per il desiderio sessuale agiscono infatti sui neurotrasmettitori cercando di bilanciare il sistema della serotonina, che ha effetto inibitore, e quello della dopamina che ha effetto eccitante". In particolare, sottolinea Mencacci, "per una di tali molecole in fase più avanzata di studio, l'ente Usa per i farmaci Fda ha chiesto ulteriori approfondimenti; i tempi per l'immissione sul mercato di tali molecole sono dunque incerti". Gli annunci, tuttavia, si sono susseguiti negli ultimi due anni, con alcune aziende che hanno ipotizzato l'immissione in commercio di farmaci per il desiderio sessuale femminile già entro il 2016, e ciò ha già suscitato polemiche da parte di vari commentatori che accusano i colossi farmaceutici di essersi lanciati a capofitto su un 'nuovo e promettente business'. Ad ogni modo, osserva lo psichiatra, le potenzialità delle molecole allo studio "sono evidenti e tra gli effetti da considerare vi è anche la possibilità di favorire la sessualità femminile nelle età più avanzate; un'esigenza che, con l'allungamento della vita - conclude Mencacci - diventa oggi sempre più forte".

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