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Foto d'autore e selfie contro il tumore ovarico

Un set in giro per l'Italia per 'rompere silenzio' e fermare il killer delle donne

24 marzo, 13:01
Scatti d'energia - Emma Marrone Scatti d'energia - Emma Marrone

Dopo Milano e Napoli arrivera' a Bari a maggio Scatti d'energia - Insieme contro il tumore ovarico, la grande campagna nazionale itinerante d'informazione e sensibilizzazione promossa da ACTO onlus. La mostra open air e' composta da dieci ritratti di personaggi famosi che hanno accettato di farsi fotografare con un messaggio di sensibilizzazione dal fotografo delle star Dirk Vogel: attori come Anna Bonaiuto, Jane Alexander, Lucrezia Lante della Rovere e Claudio Santamaria, cantautori come Emma Marrone e Francesco Renga, personaggi televisivi come Lorella Cuccarini, Paola Perego, Marina Ripa di Meana, archistar come Doriana e Massimiliano Fuksas e sportivi come Elisa Di Francisca, schermitrice medaglia d'oro nel fioretto alle Olimpiadi di Londra del 2012. E alla vigilia dell'inaugurazione della mostra personalità delle istituzioni, dello spettacolo, della cultura e della medicina hanno partecipato alla cena di beneficenza organizzata da ACTO onlus, impegnata a realizzare un network nazionale di Associazioni con l'apertura di nuove sedi a Bari, Napoli e Roma: il ricavato della raccolta sarà destinato ad un progetto di formazione sul tumore ovarico dedicato specificamente ai medici di Medicina Generale. Il tumore ovarico, il meno conosciuto e più insidioso dei tumori femminili in Italia colpisce più di 5.000 persone ogni anno. Ad oggi, sono circa 38.000 le donne che convivono con questa grave patologia . Eppure, secondo un'indagine promossa da ACTO onlus - Alleanza contro il Tumore Ovarico, in Italia 6 donne su 10 non conoscono questa patologia, e il 70% non sa indicarne i sintomi e gli esami a cui sottoporsi. A causa di sintomi non specifici e non riconosciuti, la diagnosi arriva quasi sempre in fase avanzata, quando le terapie hanno minori chances di successo. 

 

«Le donne non conoscono il tumore ovarico e quindi non ne parlano, i media se ne occupano ancora troppo poco e anche la maggior parte delle donne che sono guarite o convivono con la malattia preferisce non parlarne'' afferma Nicoletta Cerana, Presidente ACTO onlus - Alleanza contro il Tumore Ovarico.  


I sintomi del tumore ovarico sono praticamente assenti in fase iniziale, tanto che nell’80% dei casi dà segni di sé quando è in fase avanzata (stadio III o IV)3. Il principale fattore di rischio è la familiarità per tumore ovarico e la presenza della mutazione genica BRCA1 e BRCA2 che espone anche ad un più elevato rischio di tumore mammario.

«Il tumore ovarico nell’80% dei casi si presenta allo stadio III/IV poichè è subdolo, caratterizzato dall’insorgenza di sintomi vaghi e aspecifici, quali la dispepsia, la distensione addominale, la sazietà precoce e i dolori addominali diffusi – spiega Giovanni Scambia, Direttore del Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino dell’Università Cattolica di Roma– frequentemente la paziente è asintomatica finché ad una visita di routine non si scopre una massa pelvica. Pertanto se compare un sintomo nuovo che diventa persistente nel tempo, è importante rivolgersi tempestivamente al proprio ginecologo o al proprio medico curante così da effettuare indagini semplici (ecografia), ma estremamente sensibili nella individuazione di masse addominali e di liquido in addome».

«Negli ultimi anni – continua Scambia – dal punto di vista terapeutico, nell’armamentario del ginecologo oncologo e dell’oncologo medico si è aggiunto un farmaco antiangiogenetico che agisce bloccando la formazione dei neovasi tumorali. Il farmaco, somministrato in associazione alla chemioterapia standard, ha determinato un miglioramento della curabilità di tale patologia senza un’alterazione della qualità di vita delle nostre pazienti».

Solo la diagnosi tempestiva può migliorare le probabilità di sopravvivenza: se il tumore ovarico viene diagnosticato in stadio iniziale la possibilità di sopravvivenza a 5 anni è del 75-95% mentre la percentuale scende al 25% per tumori diagnosticati in stadio molto avanzato3. Negli stadi avanzati, la guarigione può essere raggiunta da circa il 30% delle pazienti. Per l’altro 70%, l’obiettivo si sposta sulla cronicizzazione della malattia: attraverso l’impiego di farmaci efficaci, come quelli anti-angiogenici, si cerca di far convivere la paziente con il tumore il più a lungo possibile, assicurandole al tempo stesso la migliore qualità di vita.

Secondo ACTO onlus le informazioni che tutte le donne devono conoscere sul tumore ovarico sono:

·      il tumore ovarico è il più aggressivo dei tumori ginecologici;

·      il tumore ovarico è il meno conosciuto dei tumori della donna;

·      riconoscere i primi segnali di allarme può salvare la vita;

·      riconoscere i sintomi migliora la diagnosi precoce;

·      la diagnosi precoce migliora le probabilità di sopravvivenza;

·      non esistono strumenti di prevenzione o test di screening;

·      esistono strumenti di indagine diagnostica;

·      le cure esistono ma sono ancora limitate;

·      esiste una nuova opzione terapeutica: la terapia anti-angiogenica

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