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Ebola, virus sconfitto in Liberia ma lontani da 'zero casi'

Dimesso ultimo paziente,Sierra Leone e Guinea puntano a vaccino

06 marzo, 18:26
EBOLA: VIRUS SCONFITTO IN LIBERIA, MA LONTANI DA 'ZERO CASI' EBOLA: VIRUS SCONFITTO IN LIBERIA, MA LONTANI DA 'ZERO CASI'

 Dopo essere stata a lungo il paese più colpito dal virus Ebola, e considerato il più preoccupante tra quelli colpiti dal'epidemia, con i corpi dei pazienti accatastati nelle strade ancora lo scorso settembre, la Liberia in poche settimane ha messo a segno più successi di Guinea e Sierra Leone. Il paese, riferiscono le autorità sanitarie, è arrivato a 'zero casi' da ormai 13 giorni e anche dimesso l'ultimo paziente conosciuto con il virus, lasciando quindi vuoti tutti i centri di trattamento. L'attenzione però non deve calare, avverte l'Oms, anche perchè il rischio di importazione di nuovi casi è sempre in agguato.

L'ultima paziente liberiana si chiama Beatrice Yardolo, ed è una insegnante di 53 anni, dimessa da uno dei centri di trattamento inviati dalla Cina. ''Beatrice è stata la persona più felice della Terra - spiega il comunicato dell'Oms - quando ha lasciato il centro di trattamento''. Al momento sono 100 le persone seguite nel paese come potenziali nuove infezioni, ma se si riuscirà a mantenere i progressi fatti la Liberia potrebbe essere dichiarata 'virus free' già il 4 aprile, dopo 42 giorni dall'ultima infezione conosciuta, più o meno nel momento in cui gli altri due paesi colpiti dovrebbero, nelle intenzioni degli esperti dell'Oms, arrivare a zero nuovi casi. Secondo l'organizzazione è comunque presto per ostentare ottimismo.

''Noi guardiamo ai tre paesi colpiti come a uno solo - precisa l'Oms - quindi anche se è una buona notizia che la Liberia non ha più casi la popolazione è così mobile che potrebbero essere facilmente reimportati''.

Il successo della Liberia paradossalmente potrebbe minare quello dei test di efficacia di uno dei vaccini autorizzati dall'Oms, quello prodotto dalla GlaxoSmithKline, iniziato in Liberia proprio quando il numero di nuovi casi è sceso decisamente verso lo zero. I vaccini potrebbero però essere molto utili per arginare l'epidemia negli altri due paesi.

Inizieranno domani in Guinea, e presto anche in Sierra Leone, i test di un altro vaccino, quello prodotto dalla Merck, mentre quello Glaxo, ideato da un'azienda italiana, arriverà nei due paesi nelle prossime settimane. Proprio il vaccino Merck, sviluppato dal National Institute of Health canadese, è 'protagonista' della storia descritta dalla rivista Jama di un medico che in Sierra Leone si è punto con una siringa contenente il virus. Il vaccino è stato somministrato entro 48 ore e il medico non ha avuto la malattia, anche se un editoriale di accompagnamento ricorda che un singolo caso non è sufficiente a determinare l'efficacia dell'immunizzazione.

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