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Le prime 75 estetiste a lezione da oncologi per aiutare le donne

Con i medici dell'Ieo. Veronesi, 'superare trauma psiche'

17 febbraio, 12:14
umberto veronesi umberto veronesi

Caduta di capelli, sopracciglia e unghie, gonfiori, cicatrici, infiammazioni, macchie. Questi alcuni antiestetici effetti collaterali che possono derivare dalla chirurgia e dalle terapie contro il cancro, come chemioterapia radioterapia, e per i quali chi ne ha bisogno non sempre trova figure figure professionali formate ad hoc. Poche sono infatti le estetiste in possesso delle competenze necessarie per dare benessere a una persona in terapia oncologica, ma domani le prime 75 riceveranno un diploma dell'Associazione Professionale di Estetica Oncologica (APEO) dopo aver completato un corso di 120 ore che vede i medici dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) nel ruolo di docenti. "Il ruolo delle estetiste in oncologia sarà sempre più importante. Per capire le pazienti e fare bene il loro lavoro però è indispensabile che conoscano la malattia e le terapie" spiega in un videomessaggio il professor Umberto Veronesi.

"L'Ieo, fin dalla sua nascita, ha avuto come obiettivo, oltre ovviamente alla guarigione, la qualità della vita. Per questo sono stato contento che si aprisse uno Spazio Benessere per tutti i nostri pazienti". Proprio dallo Spazio Benessere, vero e proprio centro benessere interno a una struttura ospedaliera e per questo un unicum in Italia, è nata l'esigenza di formare estetiste provenienti da tutte le regioni del Paese. E' nato così, all'interno dell'ente regionale di formazione Essence Academy di Monza, un luogo di alta formazione specialistica dove si incontrano la ricerca estetica e quella medica che richiama professioniste da tutta Italia."Qualcuno guarda con un po' di sufficienza questa nostra iniziativa - ha concluso Veronesi -. Si tratta di medici che sono concentrati solo sulla guarigione fisica, mentre sappiamo che la malattia è elaborata dal cervello. Non si può ignorare l'aspetto psicologico, il trauma psichico subito da queste pazienti. Dobbiamo capire come possiamo alleggerirlo". 

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