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Rosolia in gravidanza, ancora troppi casi in Italia

Iss, età media donne colpite 27 anni, 20% sono straniere

17 dicembre, 15:18
(ANSA) - ROMA, 17 DIC - In Italia continuano a verificarsi casi di rosolia in gravidanza e di sindrome di rosolia congenita (src). Tra il 2005 e 2012 sono stati 97 i casi confermati di rosolia in gravidanza e 61 quelli di src, che ha avuto un incremento nel 2008 e nel 2012, con un'incidenza di infezioni congenite pari, rispettivamente, a 5 e 3 per 100mila nuovi nati.

E' quanto emerge da un rapporto del Centro di epidemiologia e sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità (Iss).

La rosolia è una malattia virale generalmente lieve, ma se contratta in gravidanza può portare a morte intrauterina, aborto o src, che provoca gravi difetti congeniti nel nascituro, come ritardo mentale, difetti dell'udito, difetti oculari e cardiaci.

Dai dati dell'Iss emerge che l'età media dei casi di rosolia nelle donne in gravidanza in Italia, tra il 2005 e 2012, è stata di 27 anni e il 20% si è verificato in donne straniere. Poche, solo il 28%, che hanno effettuato lo screening degli anticorpi prima della gravidanza. Per eliminare la rosolia congenita entro il 2015, secondo gli obiettivi stabiliti dall'Organizzazione mondiale della sanità, spiega l'Iss, bisogna migliorare le coperture vaccinali per il vaccino morbillo-parotite-rosolia nei bambini e adottare strategie mirate all'identificazione e immunizzazione delle donne in età fertile ancora suscettibili, incluse quelle ad alto rischio professionale e le immigrate, prima di una eventuale gravidanza, attraverso la chiamata attiva. Bisognerebbe anche verificare lo stato immunitario verso la rosolia di tutte le donne ricoverate per parto o interruzione di gravidanza, e vaccinare quelle suscettibili alla malattia nel post-partum e dopo un'interruzione di gravidanza, e migliorare la sorveglianza con la collaborazione di medici di famiglia, pediatri, ginecologi e ostetriche.(ANSA).

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