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Un italiano su 4 si crede allergico a cibo, ma lo è solo 4,5%

Da Fnomceo e società scientifiche documento su test inutili

12 ottobre, 10:51
Un italiano su 4 si crede allergico a cibo, ma lo è solo 4,5 Un italiano su 4 si crede allergico a cibo, ma lo è solo 4,5

Circa il 25% degli italiani è convinto di avere un'allergia o intolleranza alimentare, ma in realtà a soffrirne è solo il 4,5% degli adulti e il 5-10% dei bambini. A 'gonfiare' la popolazione degli allergici è l'uso di test complementari e alternativi di gran moda da un po' di anni, ma privi di  validità scientifica per la diagnosi. A rilevarlo è la Fnomceo (Federazione degli ordini dei medici), che insieme a tre società scientifiche di allergologia (Siaaic, Aaito e Siaip) ha presentato oggi a Milano un documento su allergie e intolleranze alimentari in un convegno su alimentazione e stili di vita. ''La percezione della popolazione di essere affetta da intolleranza o allergie alimentari arriva quasi al 25% - spiega Gianluigi Spata, componente del Comitato Centrale Fnomceo - ma l'incidenza reale è molto più bassa. Oggi c'è la moda di giustificare qualsiasi malattia con un'allergia e i medici sono tempestati di richieste di test allergologici''.

Da qui la decisione di produrre un documento condiviso con le società scientifica, che verrà inviato ai 300mila medici italiani. Oltre a spiegare le differenze tra allergie e intolleranze alimentari, viene fatto il punto sul percorso diagnostico da seguire e i test realmente efficaci. Sono almeno 13 quelli privi di validità, tra cui dria test, vega test, biorisonanza, iridologia, analisi del capello, kinesiologia applicata, riflesso cardio-auricolare. ''Il rischio di un uso di questi test è di sottoporsi a diete non corrette, che possono portare a stati di malnutrizione e danni, soprattutto ai bambini'', continua Spata. I test validi per la diagnosi di un'allergia invece, conclude Marina Russello, dell'Aiito, sono ''i test cutanei, il test rast, quello per l'intolleranza al lattosio e zucchero e in caso di dubbi il test di scatenamento orale. Ma prima di arrivare al test bisogna esporre i disturbi al medico curante, che indirizzerà il paziente ad un gastroenterologo o allergologo''.

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