A.Mittal: flash mob ambientalisti, fermare area a caldo

Evidenziata contraddizione tra norme Covid e Wind days dell'Ilva

(ANSA) - TARANTO, 17 OTT - "Dichiarare formalmente incompatibile l'ex Ilva con la salute pubblica, di cui il sindaco è responsabile, e chiedere di conseguenza il fermo degli impianti attualmente sotto sequestro penale, quelli dell'area a caldo". E' quanto sollecitano al sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, gli attivisti del Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente, che oggi hanno tenuto un flash mob davanti al Municipio protestando nuovamente per la contraddizione tra le norme anti-Covid e i Wind days, i giorni in cui il forte vento riversa in particolare sul rione Tamburi le polveri cancerogene del siderurgico ArcelorMittal.
    Il Comitato fa notare che la normativa anti-Covid dispone "un costante ricambio dell'aria per evitare eventuali contagi dovuti al ristagno ed è auspicabile dunque tenere le finestre aperte, ma al contrario per i Wind days è opportuno tenere le finestre chiuse senza ricambio di aria, per ridurre il Pm10".
    Sono stati mostrati striscioni e cartelloni con articoli della Costituzione e le scritte: "I bimbi di Taranto sono farfalle con le ali spezzate", "La città del Cowind19", "Da due anni 4.000 cittadini attendono una risposta alla petizione", per la chiusura delle fonti inquinanti. Tre attivisti hanno anche utilizzato le sagome con i volti del sindaco Melucci, del governatore Emiliano e del premier Conte emulando il gesto 'non vedo, non parlo e non sento'. (ANSA).
   

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