>ANSA-REPORTAGE/A Casarano, il killer? Un bravo ragazzo

"Spietato" per il pm. Su Fb,vendetta un piatto da servire freddo

(dell'inviato Francesco Loscalzo) (ANSA) - CASARANO, 29 SET - Antonio De Marco, un killer "sadico", "spietato", "violento", totalmente privo di "ogni sentimento di compassione e pietà verso il prossimo", che "con inquietante meticolosità" ha pianificato e commesso il duplice omicidio, "insensibile" alle grida dei due giovani che lo imploravano di fermarsi e che ha invece inseguito e finito con un numero incredibile di coltellate. Così viene descritto dal pm nel provvedimento di fermo per l'efferato omicidio di Daniele De Santis e della fidanzata Eleonora Manta. Un ritratto che certo non coincide con quello di "bravo ragazzo, magari schivo e introverso, con pochi amici, però sempre educato", fatto ai giornalisti dai suoi vicini di casa, a Casarano.
    Circa 50 chilometri dividono Lecce, dove il 21enne è andato a studiare Scienze infermieristiche, dove è stato fermato e dove ha confessato il duplice assassinio, dalla città dov'è nato e vissuto. Un comune di circa ventimila abitanti, a pochi chilometri dalle spiagge di Gallipoli e del Salento, dove proprio in queste ore si è insediato il nuovo sindaco, Ottavio De Nuzzo. Ma certo non sono per lui l telecamere e i tanti giornalisti arrivati giornalisti da tutta l'Italia. Tutti in via Amatore Sciesa, dove c'è anche molto più traffico del solito: sono i "curiosi" che in auto passano, rallentano e poi vanno via. Succede sempre nelle storie di cronaca nera che trovano spazio nei telegiornali, nei talk show del pomeriggio e sui siti. Succede sempre anche che qualcuno se la prenda con i giornalisti, che stazionano davanti casa della famiglia De Marco, e cominci a gridare: "Andate via o chiamo i Carabinieri.
    Che volete dai genitori? Che c'entrano loro con quel bastardo?".
    I Carabinieri poi arrivano e riportano la calma. Ma "quel bastardo" resta un'offesa che fa parecchio rumore in un pomeriggio dove c'è tanto silenzio e che riporta anche l'incredula Casarano alla realtà di un duplice, spietato delitto commesso "dal ragazzo della porta accanto".
    Prima di questa storia di cronaca nera, in quella casa, ora con porte e finestre serrate, la famiglia De Marco viveva in tranquillità, continuano a ripetere, sgomenti, i vicini di casa.
    "Brave persone, riservate, brave persone davvero". Il padre è un bidello in pensione che cura un appezzamento in campagna, ma per i vicini è soprattutto un bravo falegname, "sempre pronto ad aiutare chi ha bisogno". La madre è casalinga, la sorella maggiore vive al Nord da anni. E lui Antonio, "tanto educato, quando passa mi saluta sempre. Mi ricordo quando da piccolo giocava proprio qui, davanti casa mia": la signora Lucia, una vicina di casa, guarda la tv in cucina, ascolta le notizie dei telegiornali e piange, piange a dirotto. Il marito è pochi metri più in là e continua a scuotere la testa. "No, non è possibile.
    Non ci credo. Ma davvero ha confessato? Quindi è stato proprio lui?", chiede ai giornalisti che le domandano di raccontare qualcosa di quel ragazzo che a Casarano sembrano conoscere in pochi. "Mai, mai visto prima", rispondono due ragazze in un bar a pochi metri da via Amatore Sciesa.
    Nelle "carte" degli investigatori si parla di torture, di sadismo, di "macabra ritualità" e di un atteggiamento attento e guardingo nei giorni successivi al duplice omicidio: insomma, il profilo di un killer che, chissà perché, ha consumato quella vendetta, che - come scriveva in un post dello scorso luglio - "è un piatto da servire freddo", che per pochi istanti ti rende "soddisfatto". E che la sera dei funerali dei due fidanzati uccisi a coltellate, sorridente e sereno, ha partecipato alla festa di compleanno di una collega. Poi, però, pensi che lo stesso ragazzo ha confessato dicendo: "Ho fatto una cavolata. So di aver sbagliato, ma erano troppi felici e per questo mi è montata la rabbia"". E allora? Chi è Antonio De Marco? A Casarano, forse, nessuno lo ha mai "conosciuto" veramente.
    (ANSA).
   

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