David Leavitt, è possibile un nuovo Rinascimento in Usa

Il nuovo romanzo in anteprima al Festival Il Libro Possibile

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 24 GIU - Dopo la pandemia non può più "scrivere come prima" David Leavitt che all'edizione 2020 del Festival 'Il libro possibile', dall'8 all'11 luglio a Polignano a Mare (Bari), presenterà il suo nuovo romanzo 'Il decoro', nelle librerie italiane il 2 luglio in anteprima mondiale per Sem e in ottobre in quelle americane. "E' un romanzo sugli americani che vogliono scappare dall'America" dice lo scrittore felice di essere presente "anche virtualmente". E applaude all'organizzazione del Festival che "ha un grande valore di resistenza".
    Con l'Italia, dove ha vissuto 9 anni negli anni Novanta, Leavitt ha un rapporto speciale, "la considero la mia seconda patria. Ci torno spesso" dice in collegamento dalla Florida, dove vive e dove insegna all'Università che ha 50 mila studenti.
    "In questo momento ci troviamo in una tempesta perfetta, con un presidente, Donald Trump, per il quale non ci sono più aggettivi per descriverlo, che vuole distruggere i valori americani non per motivi ideologici o politici, ma per soddisfare il suo enorme ego. E' una cosa tragica, ma rispetto a sei mesi fa sono più positivo e ottimista. A quasi un mese dalla morte di George Floyd le proteste e le reazioni non si fermano e c'è una nuova energia, soprattutto tra i giovani. Gli afroamericani hanno detto 'basta'. C'è una rabbia produttiva e il risultato sarà un grande cambiamento. C'è la possibilità di una sorta di Rinascimento in questo paese".
    Sugli attacchi alla statue e ai monumenti storici minimizza: "Non sono statue di Michelangelo, non hanno un valore artistico.
    Avevano un valore onorifico una volta, ma adesso no. Queste statue sono propaganda del passato che oggi ha un nuovo significato, bruttissimo. Per me la cose più importanti sono le vite delle persone. Qui, all'Università della Florida, credo che nei prossimi sei mesi tutti gli edifici e le case che hanno il nome di presidenti e professori del passato saranno cambiati perché molti sono legati a storie di razzismo".
    Leavitt non nasconde invece di avere paura per quello che accadrà quando, ad agosto, gli studenti torneranno all'Università: "I giovani non capiscono l'importanza di usare la mascherina, è difficile convincerli e non sanno il rischio che corrono. Adesso qui siamo in una situazione paragonabile a quella di Milano due mesi fa dove i più colpiti dal virus sono però i giovani".
    Il Covid 19 "mi ha fatto capire che voglio una vita più semplice, meno frenetica" spiega l'autore di 'Ballo di famiglia' , con cui ha esordito nel 1984, e di libri come 'La lingua perduta delle gru', che tre mesi fa ha cominciato a lavorare a un nuovo romanzo. "A tre mesi dalla pandemia sembrano passati secoli. Tanti scrittori vogliono scrivere di questa esperienza ma sono tutti un po' insicuri. Bisogna trovare un modo che funzioni. Lo troverò, faccio esperimenti" racconta. E aggiunge: "Che cos'è il presente? Il presente non esiste, quello che accade oggi non è uguale a domani".
    'Il decoro' è ambientato a New York e parla, anticipa lo scrittore, "di una donna, Eva, che dopo l'elezione di Trump decide di andarsene dal suo Paese. Va in vacanza a Venezia e conosce una signora che le vende un appartamento. La seconda parte è una sorta di commedia con tanti dialoghi e racconta la rabbia e la paura arrivate dopo la vittoria di Trump. Un periodo che adesso sta arrivando alla fine" sottolinea Leavitt. "E' il primo di due romanzi , il secondo sarà ambientato tutto a Venezia che per i turisti stranieri è una sorta di sogno. E' qui l'origine della parola quarantena. Da tempo volevo ambientare un romanzo in Italia, è stata una sorta di pronostico" dice nel suo italiano quasi perfetto. (ANSA).
   

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