COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Covid: si conclude il dibattito in Quinta commissione con la replica di Zaia - 3

Il Presidente della Regione: “Commissione d’inchiesta? Volevo proporla io”. Gli ultimi interventi

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Covid, si conclude il dibattito in Quinta commissione con la replica di Zaia: “Commissione d’inchiesta? Volevo proporla io”. Gli ultimi interventi - 3

(Arv) Venezia 4 mag. 2021 – La seduta speciale ‘aperta’ della commissione Sanità si è chiusa dopo oltre nove ore di dibattito, con la replica del presidente Luca Zaia. “Se devo fare un consuntivo di questa giornata, credo di poter dire che è stata fatta chiarezza, grazie alla presenza dei tecnici e al lavoro degli operatori sanitari – ha detto il governatore - Chi governa deve programmare e guardare avanti. Cosa si poteva fare a dicembre? L’ambito della discrezionalità era stato codificato, non c’era nessuna sfida o questione di ‘benchmark’, ho chiesto io al governo la ‘zona gialla rafforzata’ chiudendo i grandi centri commerciali. Ma il tema dei modelli non prescinde dalla fortuna: dopo una prima fase relativamente buona, il Veneto ha vissuto in autunno una fase drammatica nei contagi e ora sta vivendo una fase abbastanza positiva. Ma nessuno sa spiegare il perché di questo diverso andamento della curva”.

Zaia ha ricordato di essersi assunto in prima persona la responsabilità di scelte forti come la prima ‘zona rossa’ d’Italia, la chiusura di ospedali, l’adozione di piani di sanità pubblica, anche affrontando una valanga di critiche. “La scelta dei tamponi – ha proseguito - è stata fatta in maniera condivisa con le autorità sanitarie nazionali e i comitati tecnico scientifici, potenziando le capacità di screening. Fare di più, abbinando i test rapidi a quelli molecolari, non può essere certo considerata una colpa”.

Quanto al prof. Crisanti – ha detto Zaia – “vi sfido a trovare una dichiarazione negativa mia nei suoi confronti. E’ andato in conflitto coni dirigenti e io ho l’obbligo di difendere i miei tecnici. Ma le porte sono sempre aperte. L’ho tirato a bordo io, per fare uno studio post quarantena sugli abitanti di Vo’. Non considero un guaio lo studio del professor Crisanti sui tamponi, penso solo che non è stato utilizzato con uno spirito costruttivo ma per produrre un dibattito inutile”.

Sulla commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia, “ben venga!” ha affermato Zaia. “Volete la verità? Volevo proporla io. Recuperiamo la commissione di inchiesta istituita nella precedente sulle case di riposo per analizzare in modo organico tutta la vicenda Covid. Avete l’amministrazione a disposizione. L’importante è che l’obiettivo sia comune, nell’interesse dei veneti. Ma non posso tollerare chi intende accomunare morti a incuria”.

In precedenza era intervenuto Marzio Favero (LV) l’attacco delle opposizioni sull’onda di Report è stato un autogol. “Non si può sminuire il grande lavoro fatto nella gestione di questa pandemia – ha detto - l’attacco politico mette in discussione anche il lavoro dei tecnici. Il caso di Montebelluna in questa vicenda dimostra che siamo nell’era della post-verità, delle opinioni disancorate dalla realtà. Il Pd ha voluto denunciare un caso inesistente, poi smentito dall’ispezione ministeriale. Mi auguro che questo Consiglio si faccia portatore di una cultura politica diversa, recuperando un maggior tasso di fiducia”.

“Il problema non è la trasmissione ‘Report’ o Crisanti, ma la risposta sui motivi di un numero quadruplicato di morti in Veneto nella seconda fase – ha ribattuto Vanessa Camani, vicepresidente del Pd. “Vorremmo discutere con lei, presidente, perché lei si è assunto la paternità della conduzione della lotta al virus in Veneto – ha incalzato Camani rivolgendosi a Zaia – Chiediamo una commissione di inchiesta perché sono necessarie risposte puntuali e approfondite sulle responsabilità politiche di chi ha deliberatamente ignorato i segnali di fine ottobre, gli appelli di medici, cittadini, sindacati a tenere la curva sotto controllo e a non voler mantenere a ogni costo il Veneto in zona gialla. Per noi l’aspetto più grave è aver voluto anteporre le ragioni dell’economia e delle imprese a quelle della salute”.

L’assessore Roberto Marcato (LV) ha contestato la ‘narrazione’ delle opposizioni secondo cui i dati sull’epidemia sono stati falsati per mantenere il Veneto in zona gialla, scelta che avrebbe fatto aumentare il numero dei morti. “Una ‘narrazione’ alimentata dalle affermazioni di ‘Galileo’ Crisanti – ha detto Marcato – e che oggi si è dissolta come neve al sole, alla luce del rigore dei dati forniti dai tecnici”.

Per il capogruppo del Pd Giacomo Possamai la posta in gioco è il rapporto tra maggioranza e opposizione. “Ho grande rispetto per la fatica di chi governa e il lavoro serio dei dirigenti – ha premesso il dem – ma ad un grande potere e ad un grande consenso corrisponde una grande responsabilità. Abbiamo chiesto questo momento di confronto per discutere le scelte politiche nel luogo della democrazia. E’ umiliante per l’opposizione apprendere da una trasmissione nazionale le risposte alle domande che va ponendo o discutere sui giornali senza un confronto diretto con un presidente che privilegia le conferenza stampa rispetto al dialogo con chi è stato eletto dai cittadini. Spero che la seduta odierna segni l’inizio di uno stile diverso nel rapporto tra maggioranza e opposizione, tra capo dell’esecutivo e assemblea”.

Tomas Piccinini (Veneta Autonomia) ha evidenziato la capacità del governatore del Veneto nell’affrontare 15 mesi di crisi pandemica.

Tommaso Razzolini (FdI) ha messo in luce il pragmatismo e la concretezza di Zaia nella gestione della pandemia, un dato che non può essere messa in discussione da una trasmissione televisiva.

Enoch Soranzo (FdI) ha accusato le opposizioni di aver danneggiato il Veneto con le accuse mosse sui media e di non aver colto le possibilità di confronto in commissione sanità.

Anche Joe Formaggio (FdI) ha imputato alle opposizioni la volontà deliberata di sottrarsi al confronto.

 

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