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CRV - Approvato il nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento – PTRC

Il Consiglio regionale del Veneto si è espresso con 28 voti favorevoli, 12 contrari, 1 astenuto

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV – “Approvato il nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento – PTRC: 28 voti favorevoli, 12 contrari, 1 astenuto”

(Arv) Venezia 30 giu. 2020 - Il Consiglio Regionale del Veneto nel pomeriggio ha approvato a maggioranza, con 28 voti favorevoli, 12 contrari, 1 astenuto, la Proposta di Deliberazione Amministrativa n. 77 “Trasmissione del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento – PTRC”.

Prima del voto in aula, sono stati esaminati gli ultimi emendamenti presentati.

È stato bocciato un emendamento del Partito Democratico che “all’interno delle aree protette e di tutela paesaggistica voleva confermare le disposizioni del vecchio PTRC per limitare l’esercizio venatorio alla sola caccia di selezione”.

Simone Scarabel (M5S) ha illustrato un emendamento, poi bocciato, per “subordinare la realizzazione di linee elettriche aeree al rilascio di una valutazione tecnica che attesti l’impossibilità del loro interramento”.

Bruno Pigozzo (PD) ha rappresentato l’importanza dell’approvazione di un emendamento che detti gli indirizzi per i futuri sviluppi del Porto di Venezia, perché fino ad oggi la Giunta regionale ha poco attenzionato l’infrastruttura o, quantomeno, l’ha tutelata a fasi alterne, a seconda della convenienza del momento: si poteva fare di più. Credo tuttavia che fosse altrettanto importante inserire nel PTRC elementi essenziali come la tutela del Waterfront e lo sviluppo del green ports”.

Graziano Azzalin (PD) ha sottolineato come “il PTRC disciplini aspetti non più attuali, come la tutela della Quercia di San Basilio, albero monumentale di alto valore paesaggistico nel Polesine ma che è stato abbattuto da un fulmine sette anni fa… eppure figura ancora nell’atlante ricognitivo regionale”. L’Assessore regionale Corazzari gli ha replicato: “Il Piano rappresenta la storia della nostra Regione e non vedo quindi alcuna contraddizione. Respingo le polemiche solo strumentali e faccio presente che è difficile stare al passo di situazioni che si evolvono rapidamente”.

Il Relatore Francesco Calzavara (ZP) ha illustrato tre Ordini del Giorno, “emersi durante la discussione del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento”. “Il primo, dà mandato alla Giunta regionale di procedere, nella prossima Legislatura, alla riconversione della centrale elettrica di Porto Tolle in un sito di interesse turistico per trasformare e rilanciare quell’area; il secondo, prevede la rinuncia a portare avanti l’accordo di intervento su ‘Veneto City’, lasciando al comune di Dolo la possibilità di ripianificare l’area; il terzo, autorizza la prosecuzione dell’iter necessario per dotare il PTRC, fra qualche anno, anche della valenza paesaggistica”.

Per Graziano Azzalin (PD): “Gli Ordini del Giorno presentati sono una correzione in corso e dimostrano come il PTRC non sia frutto di una programmazione seria: non è stata fatta una approfondita analisi della situazione e delle necessità dei cittadini”. Dello stesso tenore l’intervento di Bruno Pigozzo: “Tutta la programmazione che discenderà dal PTRC sarà caratterizzata dalla mancanza di una valenza paesaggistica. Questa carenza è un vulnus molto grave: respingiamo quindi questo OdG”. Per Piero Ruzzante (Veneto 2020/Leu) “l’intervento della Regione è tardivo. Concordo con la posizione di Pigozzo: la mancanza della tutela paesaggistica è un vulnus insanabile; al di là del nostro voto contrario, resta il problema dei rapporti istituzionali che sono stati mal gestiti”.

Marino Zorzato (FI/Area Popolare) ha osservato come “la mancanza di valenza paesaggistica del Piano non è certo colpa della Regione Veneto. È opportuno votare ora il PTRC, per poi chiedere al Ministero di lavorare per colmare la parte mancante, premiando gli sforzi profusi dalla Regione”.

I tre Ordini del Giorno sono stati votati a maggioranza dall’aula.

Alla fine, le dichiarazioni di voto finali.

Per il Capogruppo PD, Stefano Fracasso: “Il PTRC è uno strumento troppo flessibile: non limita i grandi consumatori di suolo, non frena il consumo del nostro territorio. Non indica con precisione dove possa o meno passare una determinata infrastruttura, dove ci sono possibilità di trasformazione e dove invece aree da tutelare. Il PTRC porta avanti una ‘anarco – urbanistica’ dove si può fare tutto e il contrario di tutto: noi invece pensiamo che pianificare significhi indicare precise traiettorie per il futuro. Il Piano è invece una fotografia del Veneto vecchia di quindici anni, peraltro molto costosa e che ha richiesto un impegno di undici anni: rappresenta senza ombra di dubbio una grande occasione persa”.

Manuel Brusco (M5S): “Riteniamo grave non aver previsto la valenza paesaggistica, in quanto proprio il paesaggio rappresenta un valore aggiunto: garantisce posti di lavoro, soprattutto per i nostri giovani. Il PTRC, inoltre, non prevede infrastrutture adeguate, innovative, per rendere il Veneto attrattivo dal punto di vista turistico, sia con riferimento alle località balneari sia a quelle montane. Si persegue il principio della densificazione mentre la storia sta andando nella direzione opposta: non posso essere favorevole a questo provvedimento, che non controlla in modo adeguato le grandi trasformazioni urbanistiche”.

Marino Zorzato: “Sul PTRC è stata portata avanti una discussione a mio avviso minimalista, dimenticando tutti gli aspetti in realtà disciplinati, che invece attestano un serio progetto di sviluppo del Veneto. Nessuno ha parlato, ad esempio, delle Tavole per l’ambiente, la mobilità, lo sviluppo, le risorgive. Per la prima volta viene previsto uno strumento per il recupero dei crediti edilizi. Ribadisco che per dotarci di un piano anche di valore paesaggistico bisogna essere in due: la Regione ha fatto per intero la propria parte, anche troppo… cercando di raggiungere un’intesa con il Ministero e con la Sovrintendenza. Il mio voto sarà favorevole in quanto ho apprezzato l’importante lavoro portato avanti. Sicuramente il PTRC rappresenta uno strumento complesso che nei prossimi anni potrà essere modificato e adeguato alle future necessità, ma ora partiamo da una base solida. La scelta fatta è stata senza dubbio intelligente”.

Il Relatore Francesco Calzavara ha innanzitutto ringraziato “tutti quelli che hanno lavorato in questi undici anni per dotare il Veneto del nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, iniziando dai sottoscrittori della Carta di Asiago: Ulderico Bernardi, Ferruccio Bresolin, Paolo Feltrin, Mario Rigoni Stern e Eugenio Turri; l’ex Assessore Marino Zorzato, che ha seguito i lavori nella passata Legislatura, e l’attuale Assessore, Cristiano Corazzari, che ha fortemente voluto questo PTRC; la competente struttura regionale e i componenti della Seconda commissione consiliare”. “Il PTRC ha tenuto conto delle competenze regionali e in futuro potrà dotarsi anche della valenza paesaggistica – ha spiegato Calzavara - Abbiamo accolto il 35 percento degli emendamenti presentati, ascoltando quindi le proposte di miglioramento del Piano, anche provenienti dalla Minoranza. Oggi abbiamo una pianificazione del nostro territorio pienamente coerente, chiudiamo un’era che non c’è più, ma possiamo ripartire con una maggiore consapevolezza della nostra realtà, capitalizzando oltre dieci anni di lavoro e di conoscenza del territorio veneto: il PTRC è un patrimonio per la nostra Regione. La scelta è stata quella di un Piano innovativo, che si auto rigenera attraverso la programmazione di settore, in grado di adeguarsi automaticamente alle prescrizioni dei Piani di Settore, ad iniziare dal Piano Regionale Trasporti, di prossima approvazione. Persegue due grandi obiettivi: le città motore del futuro e la montagna veneta. Con l’approvazione del PTRC inizia un nuovo percorso che terrà in uguale considerazione sia la tutela paesaggistica, sia i bisogni espressi dal territorio. Lasciamo una importante eredità alla prossima Legislatura, uno strumento per approntare il Testo Unico, assolutamente necessario, all’interno del quale potrà anche essere rivisto il PTRC, per regalare ai cittadini veneti un’urbanistica più semplice e vicina ai loro bisogni”.

L’Assessore Corazzari ha ringraziato tutta la struttura regionale e ha sottolineato l’importante lavoro svolto dalla Seconda commissione consiliare. “Il PTRC ricolloca l’urbanistica al centro del Veneto: proponiamo una urbanistica diversa, che attenziona i nuovi valori del futuro del Veneto: la rigenerazione urbana, il contenimento del consumo di suolo, un nuovo modo di interpretare il territorio e il paesaggio”. 

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