• Audiomedical Pistoia: «Sempre più diffusi i problemi d’udito: mai ignorare i campanelli d’allarme»
COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Audiomedical Pistoia: «Sempre più diffusi i problemi d’udito: mai ignorare i campanelli d’allarme»

Pagine Sì! SpA

È un disagio che affligge non solo le persone più anziane: l’ipoacusia, il deficit uditivo, sta diventando un problema anche per le generazioni più giovani, tanto che la percentuale di Italiani che soffre di abbassamento di udito si aggira attorno al 12%. Un trend in crescita che non può essere sottovalutato e che richiede tempestività per arginare il problema, ma senza allarmismi. Quali sono i segnali importanti per riconoscere il deficit fisico?

Ce lo spiega il Dott. Gilberto Ballerini, tecnico audioprotesista e titolare di Audiomedical di Pistoia, centro specializzato nell’applicazione e adattamento di protesi acustiche. «La perdita di chiarezza nella comprensione delle parole o il calo della percezione delle frequenze acute come il suono del telepass, il trillo dei campanelli o il canto degli uccelli o l’insorgere di fastidiosi ronzii o di un leggero acufene sono tutti indicatori di un probabile abbassamento di udito caratteristico della presbiacusia, la diminuzione fisiologica di sensibilità che si può manifestare a partire dai 50 anni».

Quando vengono riconosciuti questi segnali cosa è bene fare per verificare se c’è un calo di udito? «Il consulto di un audioprotesista, il professionista che si occupa delle problematiche uditive e della loro correzione attraverso l'uso delle protesi, permette di verificare se l’abbassamento uditivo è reale o meno attraverso un esame audiometrico semplice e veloce. Se il test dovesse confermare la patologia ci si può rivolgere a un medico otorino per valutare se la problematica può essere risolta terapeuticamente, se può essere presa in considerazione l'ipotesi chirurgica o se considerare l'utilizzo degli apparecchi acustici per una riabilitazione protesica. Nel caso in cui si debba ricorrere all'uso di apparecchi acustici, è importante che l'audioprotesista analizzi ogni caso con molta attenzione approfondendo aspetti audiologici che potrebbero essere determinanti per ottenere il massimo beneficio possibile, fermi restando i limiti imposti dall'udito residuo».

Il deficit uditivo è spesso associato al processo di invecchiamento fisico, ma più spesso di quanto si possa immaginare, può anche insorgere in una persona più giovane. «Prima di parlare di calo della capacità uditiva è bene escludere alcune patologie che possono originare abbassamenti occasionali dell’udito, come otiti e infiammazioni, o sintomi legati all’affaticamento che si manifestano con un calo di attenzione e di ascolto. Problematiche che debbono essere indagate sul piano medico. In tutti i casi, una corretta informazione è sempre auspicabile come primo elemento di prevenzione ed il tecnico audioprotesista può essere la figura professionale in grado di indicare il percorso giusto da intraprendere».

Archiviato in


Modifica consenso Cookie