COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Delta Pictures

Suma e Biasin spiegano il Derby di Milano

Dopo anni il Derby di Milano, in programma domenica 21 febbraio alle 15.00, torna ad essere una sfida Scudetto

Delta Pictures

Il match ha tutte le carte in regola per regalare a tifosi e ad appassionati di scommesse serie A un autentico spettacolo. Tra Milan ed Inter, come hanno raccontato Mauro Suma e Fabrizio Biasin a L’Insider, c’è infatti una rivalità bella e genuina. Nella doppia intervista i due giornalisti hanno spiegato cosa renda speciale il Derby di Milano, hanno commentato le rose di entrambe le squadre e hanno svelato il loro pronostico.

Il Derby di Milano è speciale

Il rossonero Suma rimarca la primogenitura del Milan, dicendo che “fino ai primi di marzo del 1908 questa rivalità, di fatto, non esisteva, poi alcuni milanisti hanno litigato e tant’è…”, ma in ogni caso “quello di Milano è il derby per eccellenza, è sinonimo di derby italiano in tutta Europa e in tutto il mondo. Tra milanisti e interisti c’è la capacità di regalarsi battute al vetriolo, ma c’è anche la possibilità di andare allo stadio insieme, a braccetto, scambiandosi delle battute.” Per il nerazzurro Biasin il Derby di Milano è speciale perché le tifoserie lo vivono nella maniera più giusta. Sanno infatti che quella “è LA partita, ma non la trasformano in una battaglia. È tutto molto spontaneo e divertente. È bello prendersi in giro prima, è bello andare allo stadio - quando si può - insieme, è bello prendersi in giro dopo. Sempre nell’ambito della normalità.”

Qual è il Derby a cui sono più legati?

Per Suma sono due i Derby a cui lo lega un ricordo particolare: “Il primo è il volo d’angelo di Mark Hateley nel 1984: ero dietro la porta quando Hateley segnò a Walter Zenga. Il secondo è il derby Scudetto del 2 aprile 2011. Non avevamo Ibra, eravamo pieni di infortunati e squalificati ma battemmo l’Inter di Leonardo 3-0. Beh insomma, un gran bel ricordo.” Fabrizio Biasin ricorre a una citazione per raccontare il Derby che ha maggiormente nel cuore: “Qui mi tocca citare: ‘Voglio morire in questo istante. Voglio morire adesso. Senza pietà. Uscita a vuoto di Donnarumma, goal di Icardi. Una roba pazzesca. Questo goal ci perseguiterà per tutta la stagione. Questi cavano gol dal nulla, danno una pesciata al pallone, poi noi svolazziamo per niente.’ 21 ottobre 2018. Inter-Milan 1-0, gol di Icardi al minuto 92. Una sinfonia.

Quale giocatore ruberebbero alla squadra avversaria?

Suma risponde, sorridendo, “per vocazione e per DNA, io non rubo”, mentre Biasin svela che in questo specifico momento se dovesse rubare un giocatore alla squadra avversaria per inserirlo nella sua sceglierebbe senza alcun dubbio Gigio Donnarumma “perché, forse, in questo momento è il portiere più forte del mondo e perché dall’altra parte, ahimè, Samir Handanovic sta manifestando qualche limite di troppo. Non è l’Handanovic di tutte le passate stagioni, è un Handanovic troppo timido, sbadato, preoccupante. Speriamo che Handanovic venga fuori per il tipo di portiere che è”.

Meglio vincere 7 Champions o fare il Triplete?

Mauro Suma ci tiene a ricordare come l’impresa di Mourinho non rappresenti un unicum perché “nella stagione 1989/90 il Milan ha fatto un triplete enorme vincendo la Supercoppa Europea, la Coppa Intercontinentale e la Coppa Campioni. Mi sembra un triplettone. E poi nella stagione 1993/1994 il Milan nella stessa stagione – esattamente come nell’89/90 – ha vinto Supercoppa Italiana, Campionato e Champions League. Era un bel triplettone anche quello.” Fabrizio Biasin fatica a trovare le parole giuste per descrivere un momento idilliaco come il Triplete: “Fare il triplete è raggiungere l’assoluto. Solo chi ha fatto il triplete sa cosa significa vivere quel mese lì. È come raggiungere l’estasi”.

Chi è il più forte tra Ibrahimovic e Lukaku?

Mauro Suma ritiene che la carriera di Ibrahimovic sia stata superiore rispetto a quella di Lukaku, anche se il centravanti nerazzurro è un buon trascinatore. Per Biasin “Ibrahimovic è Ibrahimovic. Ha un CV che parla da solo ed entra nella storia del calcio come uno di quegli attaccanti che ha fatto la storia. Sicuramente, se guardiamo tutto a più ampio raggio, non c’è paragone. Però, in questo momento, in questa stagione, nelle ultime due stagioni, Lukaku ha fatto vedere di essere al suo livello e in tanti casi anche superiore perché,  come Ibrahimovic riesce a far giocare bene i compagni, forse Lukaku riesce ancora di più a far rendere tutti i suoi compagni di squadra che siappoggiano sempre su di lui. Ecco, mentre Ibrahimovic non èindispensabile per il Milan, e lo abbiamo visto con il Milan che ce l’ha fatta anche senza di lui, Lukaku in questo momento è indispensabile per l’Inter.

Chi vincerà il Derby di Milano?

Mentre Suma risponde che “il pronostico certo, indubitabile, secco e netto è che si giocherà la partita domenica 21 febbraio alle ore 15 a San Siro” e auspica che il giocatore protagonista sarà il gioco del Milan, Biasin afferma: “Mi piacerebbe dire 6-0 con gol di Daniel Maldini, Colombo e tutti quanti… ma mi faccio serio e non mi nascondo: dico che questo derby lo vince l’Inter perché all’andata è andata come è andata, ma 2 derby di fila persi in campionato non li vogliamo e non ce li ricordiamo da tanto tempo. Chi la deciderà? L’uomo che ha deciso il derby di Coppa Italia: Christian Eriksen”.

Pregi e difetti di Inter e Milan

Per Suma il pregio dell’Inter è “la forza fisica, insieme ad altezza e centimetri”, mentre i difetti sono gli sbalzi umorali. I punti di forza del Milan sono il gruppo e il gioco, mentre tra i difetti annovera un po’ di sfortuna tra i pali, assenze e infortuni e mancanza di forza fisica, anche se ritiene che il mercato di gennaio sia servito in tal senso. Secondo Biasin il più grande pregio dell’Inter è “il suo essere Contiana. L’Inter vive in una sorta di regime militare, dove tutti devono dare tutto dal primo al novantesimo. Anche perché, e qui veniamo ai difetti, se l’Inter non riesce ad essere Contiana nei 90 minuti finisce per mostrare a tutti quanti e quali sono i suoi limiti”. Il Milan rispecchia pienamente lo spirito del suo tecnico che ha mostrato come con lavoro e applicazione si possano fare grandi cose. “Il difetto è legato probabilmente dall’età media perché, Ibra a parte, sono tutti giocatori molto giovani. Questa cosa finora non è venuta fuori, ma nel corso del girone di ritorno, quando le partite diventeranno veramente decisive, il pericolo per il Milan è che certe tensioni si facciano sentire.”

 

Responsabilità editoriale:
Delta Pictures


Modifica consenso Cookie