COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Claudio Pecis: basta “stripping”, ora è possibile guarire le varici con la colla biocompatibile

Pagine Sì! SpA

Il nome sembra complesso, occlusione con Cianoacrilato Colla Biocompatibile, ma in realtà si tratta di una tecnica che risolve il problema delle vene varicose in pochi minuti, senza dolore, tagli o cicatrici. E permette l’immediato ritorno alle proprie attività e al proprio lavoro. Aspetto non secondario se si tiene conto che l'insufficienza venosa cronica, più comunemente conosciuta come vene varicose o varici,  nei Paesi Occidentali causa un numero di ore di lavoro perse maggiore di quelle perse per malattia arteriosa.

“Le vene varicose – spiega il dottor Claudio Pecis, specialista in chirurgia generale, vascolare e d’urgenza e fautore in Italia della tecnica con cianoacrilato – colpiscono in particolar modo le donne e sono un disturbo ereditario. Fino a pochi anni fa la chirurgia tradizionale prevedeva solo la tecnica dello stripping, nella quale la vena safena viene asportata chirurgicamente in modo invasivo. Ma l’operazione è, appunto, invasiva e dolorosa, prevede alcuni giorni di degenza e immobilità e si effettua in anestesia spinale o generale. Poi si è passati alla tecnica meno invasiva con il laser che “chiude” la vena ma che risulta ancora in parte dolorosa per via dell’energia termica emessa. Ora da qualche anno io sto utilizzando la tecnica del cianoacrilato, una speciale colla, che, con gli stessi risultati chirurgici, ha eliminato il dolore, i tagli, le cicatrici e viene eseguita senza anestesia”. L’unica controindicazione è costituita dall’essere allergici alla colla biocompatibile – cosa piuttosto rara - e l’unica raccomandazione post operatoria è quella di tenere per circa un mese una calza elastica.

Ma come si esegue questa tecnica endovascolare? “Nella vena safena – spiega il dottor Pecis - sotto controllo ecografico, attraverso una cannula viene inserito un catetere che risale il vaso sanguigno fino al raggiungimento della vena femorale. Una volta in sede, la cannula si retrae di qualche centimetro e in pochi secondi viene introdotto il cianoacrilato che incolla le pareti della vena, interrompendo così il reflusso del sangue e occludendo la vena safena”.

“Si tratta di una tecnica innovativa – conclude il dottor Pecis –  e che offre, come detto, molti vantaggi. Il nostro intento è di continuare ad affinarla per riuscire ad ottenere risultati sempre più performanti per i pazienti”.

Guarda il Video

Archiviato in


Modifica consenso Cookie