COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Optimamente

Casinò e sale giochi ancora chiusi fino a marzo

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L'impatto della pandemia in Italia è stato disastroso: dalle grandi imprese alle piccole aziende, tutti hanno risentito della perdita in campo economico. Chi continua a soffrirne, sono i proprietari delle sale giochi e scommesse: la loro chiusura ha fatto perdere oltre 4 miliardi di euro alle casse dello Stato, un calo del 54% rispetto all'anno precedente. Un settore sempre più in crisi, che chiede al Governo non solo ristori, ma aperture tempestive.

Stop sale giochi e scommesse: ancora nessuna via di uscita

Giunti al 2021, i casinò e le sale giochi sono costretti ancora a tener abbassate le loro serrande, come specificato nell'ultimo DPCM del Governo.
A causa dei due lockdown, sono stati 15.000 gli esercizi costretti a chiudere, tra cui 198 sale bingo e le restanti sono sale scommesse e sale da giochi.

Purtroppo, il TAR ha respinto il ricorso degli operatori del settore, confermando quindi la sospensione di sale da gioco e di scommesse, bingo e casinò, garantendo però un ristoro economico a compensazione del periodo di sospensione, per tutelare quelle attività che rischiano il fallimento.

I giocatori d'azzardo dovranno avere ancora molta pazienza, e dovranno accontentarsi delle partite online o recarsi presso tabacchini.
Proprio in tempi di pandemia, stanno spopolando come non mai i siti di giochi d'azzardo online, che comprendono i grandi classici come il poker e le slot machine più avanzate.

Casinò fermi da quasi un anno: i risultati della crisi e l'appello alle istituzioni

Secondo i dati dell'industria digitale, quello delle sale gioco è uno dei settori più in crisi, dal momento che nel corso della primavera, sale scommesse e casinò sono rimasti chiusi per tre mesi consecutivi, a causa delle misure restrittive del governo che hanno portato a un dimezzamento degli introiti. In particolare:

  • Perdite slot machine e Vlt: accumulati solo 4,7 miliardi di euro (circa il 54% rispetto all'anno precedente);
  • Perdite scommesse: 36% rispetto allo scorso anno;
  • Perdite lotterie e bingo: introiti fermi a 4,4 miliardi di euro, con un calo del 25% rispetto all'anno precedente.

Facendo una stima totale, nel 2020 il settore in questione ha fatturato circa 12,5 miliardi di euro, con un calo superiore al 30% rispetto agli incassi del 2019 (e cioè 19,4 miliardi di euro).
Ma i dipendenti delle sale da gioco e dei casinò non sono rimasti in silenzio: numerosi sono stati i cortei, in particolare in Lombardia, dove centinaia di manifestanti sono scesi in piazza per chiedere la riapertura del casinò di Campione, rispettando tutte le norme anti-Covid sancite dal decreto.

La pandemia ha portato al fallimento di molte e rinomate sale gioco: da quella di Campione già citata, anche le notizie dal casinò di Saint Vincent non sono delle migliori, poiché rischia la chiusura definitiva. Sono migliaia i dipendenti di queste case da gioco che rischiano il lavoro, e che si sono fatti promotori di proteste, con la speranza che la riapertura possa avvenire il prima possibile, dal momento che questa è stata garantita in tutta sicurezza.

Continuano, intanto, le manifestazioni: 220 aziende del gioco legale hanno sostenuto la manifestazione del 18 febbraio a Roma (Piazza del Popolo) e Milano (Piazza del Duomo), con la speranza che le loro richieste possano essere prese in considerazione dal Governo, sempre più restio a concedere una possibile riapertura.

La gravità della situazione è tale da aver portato, per la prima volta, ad una protesta pubblica di tutti i lavoratori che manifesteranno sotto la bandiera di lavoratori del gioco legale: è importante, spiegano i lavoratori, che le sale vengano riaperte al più presto, anche per fermare il dilagarsi di attività di gioco clandestine, che rappresentano un grave danno anche alle casse dello Stato italiano.

Tutti i lavoratori rivendicano la dignità di un comparto che rappresenta una difesa efficace contro il gioco illegale.

La manifestazione, promossa da un gruppo di aziende che si sono riunite sotto la sigla Ati Gioco Lecito, è sostenuta anche dalle più importanti associazioni di categoria, come la Confesercenti, l'Anib, Astro, Federbingo, Sgi, e molte altre; sono circa 200 le imprese, le sale bingo e gli esercizi pubblici che, da Roma a Milano, hanno deciso di aderire alla manifestazione, considerando che la loro inattività procede da ormai sette mesi, segnando un triste primato anche a livello europeo.

Sale giochi e scommesse: a quando la riapertura?

L'ultimo DPCM del Governo ha adottato nuove misure che saranno in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo. Cosa succede alle sale scommesse, slot e casinò? Purtroppo, non avranno ancora il via libera per la riapertura, per la quale dovranno aspettare anche settimane se non mesi.
La speranza? Quella che nelle prossime settimane il Governo possa trovare un accordo con le associazioni di settore e arrivare a misure adeguate per la tutela della filiera, proteggendo centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Le chiusure e le misure di restrizione ancora in atto, tuttavia, non fanno essere ottimisti neanche per il 2021, con il rischio di un'ulteriore erosione del mercato legale in favore del gioco illegale, emersa anche analizzando i dati dei casino più sicuri online.
Alcune associazioni si stanno comunque mobilitando affinché questo campo non venga dimenticato, cercando di trovare una soluzione per l'apertura delle sale da gioco non appena termineranno le restrizioni in vigore con l'ultimo DPCM: solo a quel punto, in base all'andamento della curva del contagio, si potrà decidere se dare il via libera o aspettare ancora qualche settimana.

Si spera, comunque, di poter riaprire, seppur con limitazioni circa orari e contingentamento, in base ai colori delle varie regioni. A questo proposito, l'unica speranza è l'entrata in zona bianca per una regione con un'incidenza di 50 casi ogni 100.000 abitanti e indice Rt sotto 1: in quel caso, in tale regione saranno aperti tutti gli esercizi commerciali, comprese sale da gioco, bingo, casinò.

Monitorando il sito del governo, si potranno avere infine tutte le informazioni circa i dati del contagio in Italia e i possibili cambiamenti di colore delle regioni.

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