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L’impatto etico del risparmio casalingo

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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale GO BUSINESS SRL

I tempi moderni sono contraddistinti da un consumismo divagante. La tendenza agli sprechi, ai costi eccessivi per prodotti di una determinata casa produttrice in voga, sono azioni entrate di prepotenza nella quotidianità delle persone. Ciò che manca è la consapevolezza di quanto questo modo di vivere sia dannoso non solo per se stessi, per la propria economia e salute, ma anche per il mondo intero.

Una maniera per riuscire a invertire questa tendenza è quella di cogliere l'importanza del risparmio e dell'autoproduzione, soprattutto dei beni di prima necessità e di uso quotidiano. Alimenti, detersivi, prodotti per l'igiene personale, spesso subiscono un’impennata del prezzo solo in virtù del marchio che li produce, non sempre per meriti pratici e per i reali effetti che li caratterizzano.

I vantaggi dell'autoproduzione

Come detto precedentemente, si tende sempre più a spendere in maniera eccessiva per prodotti di uso quotidiano, rincorrendo case produttrici e marchi costosi solamente per notorietà. Scegliere l'autoproduzione come alternativa al proprio atteggiamento relativo ai consumi, fornisce diversi benefit troppo spesso ignorati.

Per prima cosa, si può notare da subito un risparmio dal punto di vista dei consumi, sia sulla spesa quotidiana che al netto mensile. Inoltre, sono evidenti gli effetti anche sulla salute, soprattutto dal punto di vista alimentare. Alcuni prodotti subiscono gli effetti di sostanze chimiche che servono unicamente per dare maggior sapore, ma che, a lungo termine, si rivelano essere assolutamente dannose per l’organismo.

Per questa ragione, iniziare a consumare prodotti alimentari autoprodotti significa rispettare la propria salute e risparmiare sui costi eccessivi di alcuni cibi non essenziali. Altra caratteristica positiva legata all'autoproduzione è l'impatto etico dal punto di vista ambientale: confezioni in plastica, materiali non biodegradabili e difficili da smaltire, sostanze chimiche nocive, sono alcune delle caratteristiche che contraddistinguono la maggior parte dei prodotti commerciali e che arrecano danni indelebili all’ecosistema.

Come iniziare a praticare l'autoproduzione

Molte persone che sentono parlare di questo stile di vita cadono in un errore comune, ovvero che sia tutto troppo complicato o che non si abbia abbastanza tempo a disposizione per cambiare le proprie abitudini legate ai consumi. La verità è ben diversa: è sicuramente vero che per ottenere i giusti risultati bisogna avere costanza e dedizione, ma il tempo necessario lo si ricava dalla minore frequenza ad andare nei supermercati o vari punti vendita.

Inoltre, se per alcuni prodotti il tempo necessario per l'autoproduzione è maggiore, la spinta a dedicargliene deve essere data dall'importanza del risparmio monetario e del rispetto della salute. Approcciarsi a questo nuovo modo di vivere la quotidianità prevede un percorso di apprendimento: il segreto è iniziare per gradi e dalle cose piccole e semplici, arrivando poi a perfezionarsi ed a cimentarsi in cose più difficili.

Si può iniziare, ad esempio, dalla autoproduzione di prodotti alimentari come pane e ortaggi, oppure dai prodotti di uso quotidiano come detersivi e saponi. Quest'ultimi sono sicuramente i prodotti che sono caratterizzati dai maggiori sprechi, sia in termini di denaro che del suo effettivo consumo. Si tratta di prodotti tendenzialmente costosi e poco durevoli, mentre con pochi centesimi si possono autoprodurre detersivi e saponi capaci di durare per mesi.

Altro segreto legato all'autoproduzione è il riciclo: recipienti, scatole, contenitori, sono tutti oggetti che spesso si gettano e si ricomprano in caso di necessità. Bisogna, invece, essere lungimiranti su oggetti che tendenzialmente si gettano, mentre potrebbero essere riutilizzati con facilità, oltre ad essere utensili utili per le attività quotidiane più disparate.

Esempi di autoproduzione di eccellenza

Non solo cibi e prodotti per la casa o per l'igiene, ma anche le bevande possono essere autoprodotte senza dover ricorrere a prodotti trattati chimicamente e carichi di zuccheri. Sia che si tratti di una semplice aranciata o di un succo di frutta, la necessità di spendere una somma per una marca specifica nasce solo dall'abitudine, ma non esistono vantaggi economici né salutari. Lo stesso discorso vale per l’olio, nel caso in cui si possedesse una piccola coltura di ulivi: chi li ha, autoproduce l’olio, anche in piccole quantità, da sempre, ben conoscendo il valore del prodotto finale. Basterà procurarsi pochi strumenti per la produzione dell’olio (come per esempio quelli in vendita su Agristorecosenza) e oltre all’autoproduzione si potrà organizzare la produzione per altri e la vendita, con ulteriore guadagno.

Restando nell'ambito delle bevande, dove alcune tipologie sono intuitivamente facili da produrre in casa, anche i liquori sono facili da autoprodurre. L'utilità nasce dal fatto che spesso il loro costo risulta eccessivo e legato anche all'estetica della bottiglia o alla casa produttrice.

Produrre un liquore in casa, per esempio, ha il valore di dimostrare quanto sia semplice risparmiare il 90% rispetto al costo di vendita. Per cimentarsi nella preparazione di un liquore servono poche cose, ma sicuramente è bene informarsi e imparare le varie tecniche di fermentazione e distillazione.

In particolare, lo strumento indispensabile in tal senso è un alambicco in rame, un utensile storico e legato ad una tradizione pluricentenaria, capace di raggiungere, se non superare, i sapori dei prodotti preconfezionati.

Numeri legati al risparmio tramite l'autoproduzione

È cosa comune essere scettici di fronte alle novità. Quando si tratta di stravolgere la propria quotidianità, i neofiti di questo ambito hanno sempre paura che gli effetti siano negativi e non positivi. Ma i numeri rassicurano: basterebbe un solo mese di prova per rendersi conto di quanto sia concreta la percentuale di risparmio sui costi di prodotti legati alla quotidianità.

Un esempio pratico può essere quello dei detersivi. Le componenti necessarie per l'autoproduzione di questi prodotti hanno ovviamente un costo, ma che messo insieme non raggiunge a volte nemmeno la metà dei costi reperibili presso i punti vendita. Analizzando il prezzo medio di un detergente per i vetri, che si aggira intorno a 1,20/1,50€, sarà sorprendente scoprire che i prodotti necessari per autoprodurlo possono arrivare a un massimo di 0,80€. Per produrre uno sgrassatore, invece, i costi non superano 0,50€, mentre acquistarlo al supermercato significa spendere circa 1,50/2,00€.

  • GO BUSINESS SRL
  • 28 gennaio 2021
  • 10:25

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