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Il sushi, la cucina sempre più amata dagli italiani, è di qualità nei ristoranti Amy Sushi

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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Trend in crescita, ampia offerta disponibile, diffusione capillare, non solo nei grandi centri ma anche in provincia. E’ il sushi, la cucina più ricercata del momento, sempre più amata dagli italiani di ogni età, da giovanissimi, famiglie e da chi desidera una pausa pranzo leggera, gustosa, sana.

Ma come orientarsi nella giungla di specialità asiatiche e, soprattutto, come scegliere quei locali giusti che promettono e mantengono la “vera” cucina sushi, offrendo prodotti di qualità ed un servizio di livello, restando sempre nello standard di prezzi accessibili a tutti?

Un primo elemento da tenere in considerazione è senz’altro la storia di chi gestisce il locale, un elemento chiave che premia quelle imprese di ristorazione in grado di controllare tutta la filiera del sushi: dall’acquisto delle materie prime, al controllo e distribuzione dei prodotti, fino alla gestione diretta dei ristoranti e dei servizi offerti.

Ed è qui che la tradizione secolare della cucina asiatica ed una moderna strategia imprenditoriale si fondono per cavalcare il trend del sushi, garantendo prodotti e servizi ai massimi livelli.

Siamo in Amy Sushi, il brand di ristoranti ideato e gestito da Feiwu Wen, imprenditore di seconda generazione, che ha ereditato passione e determinazione da una famiglia di ristoratori cinesi presenti in Italia fin dalla fine degli anni ’90.

“La mia idea di ristorante di sushi - sottolinea Feiwu Wen - si sposa perfettamente con i gusti degli italiani: un ambiente accogliente, ispirato ai colori autunnali, con un design Made in Italy che fa da contorno alle nostre specialità. Oggi abbiamo 15 ristoranti tra Piemonte e Lombardia, mentre nel 2020 sono previste altre 4 aperture tra Emilia, Veneto e Toscana”.

Un menu differente pranzo e cena, con ben 150 prodotti, tutti testati continuamente dagli esperti guidati da Feiwu Wen.

“Quello che i nostri clienti trovano nel piatto - osserva - ha passato ben 3 fasi di controllo: durante l’acquisto facciamo molti test direttamente presso i produttori, dal salmone norvegese all’anatra in Ungheria, fino ai gamberi in Ecuador. Poi nel nostro centro logistico, dove abbiamo una cucina dedicata, testiamo ancora i prodotti che acquistiamo perché vogliamo essere sicuri al 100% che siano proprio quelli scelti da noi; infine, il terzo test lo facciamo direttamente nei nostri ristoranti, dove lo staff degusta tutti i prodotti che consegnamo prima di inserirli nel menu”.

Un modello di business non comune nel settore, dove prevale il franchising, necessario per chi ha fatto della qualità la bussola della propria mission: “Investiamo molto - continua Feiwu Wen - in controlli e nel servizio, proprio perché siamo un’azienda che desidera sviluppare il proprio business in Italia attraverso la gestione diretta di tutta la filiera, dalla scelta delle materie prime, che provengono dai migliori produttori mondiali, fino al servizio in sala con personale giovane, motivato e formato”.

Prospettive?

“Con le nuove aperture - conclude Feiwu Wen - apriremo le porte a moltissimi giovani che desiderano collaborare con noi: assumeremo, infatti, più di 60 persone nel 2020, la maggior parte ragazzi e ragazze italiane. Perché vogliamo sempre più rafforzare il nostro legame con un Paese che vanta una tradizione culinaria eccezionale e dove il sushi sta avendo un successo straordinario anche presso le nuovissime generazioni”.

Riguardo, infine, all’emergenza del momento, e cioè i casi di coronavirus che sta influenzando fortemente l’attività di molti operatori, tra cui ristoranti e tutti coloro che operano nel settore del turismo, l’azienda mette in evidenza tre aspetti importanti: il primo è che, come sottolineato dall’Istituto Superiore di Sanità, il virus non si trasmette per via alimentare; il secondo è che nessun collaboratore dell’azienda ha soggiornato in Cina negli ultimi mesi; il terzo aspetto, infine, è che nei propri locali si opera da sempre nella massima sicurezza e nel rispetto di tutte le procedure, per cui tale emergenza non riguarda un’attività controllata e garantita come quella della somministrazione di alimenti di assoluta qualità e fatta in ambienti ultra controllati e sempre rispettosi di ogni norma igienica e di sicurezza.

  • Pagine Sì! SpA
  • 10 febbraio 2020
  • 14:53

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