• Internet per tutti: Alternatyva risponde all’emergenza Coronavirus con “nessuno indietro”
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Internet per tutti: Alternatyva risponde all’emergenza Coronavirus con “nessuno indietro”

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Ci sono aziende che in questi giorni possono davvero fare la differenza, come quelle che si occupano di reti ed infrastrutture digitali. “Internet, a causa dell’emergenza dovuta al “Coronavirus”, diventa un bene primario per tutta la popolazione italiana. – dichiara l’Amministratore Delegato di Alternatyva, Marco Carboni – Tutti, in ogni luogo d’Italia, debbono poter accedere al più alto numero di informazioni possibili anche perché con il decreto #iorestoacasa senza una connessione alla rete, il cosiddetto “digital divide” – sottolinea Marco Carboni -  rischia di diventare ancora più profondo e penalizzante”.

Ma cos’è il “digital divide”? E’ il divario digitale tra chi ha un concreto accesso ad internet e chi non ce l’ha. Nel rispetto della convinzione di non voler lasciare nessuno indietro, Alternatyva ha deciso di aderire all’iniziativa lanciata da Paola Pisano, Ministro per l’Innovazione a la digitalizzazione, che ha chiesto a tutti gli operatori del settore di partecipare attivamente con il programma “la digitalizzazione a servizio di cittadini ed imprese”.

Dopo il decreto del 09 marzo, nella consapevolezza che esistono ancora famiglie che combattono con il “digital divide”, AlternatYva ha deciso di effettuare una promozione dedicata che prevede l’azzeramento dell’attivazione (anziché € 49,00) ed un router in regalo per consentire agli utenti di navigare immediatamente con una connessione fino a 30 mbps.

“Nessuno indietro” è il nome e la filosofia della promozione che verrà attuata in tutti quei comuni dove siamo presenti – conclude l’Amministratore Delegato di Alternatyva, Marco Carboni – Sin dal 2006 siamo stati tra la prime aziende ad utilizzare la tecnologia dei ponti radio per le telecomunicazioni internet e telefonia mobile. Una tecnica innovativa per coprire quelle zone senza copertura (le cosiddette “zone bianche”) prive di infrastrutture via cavo che in Italia sono ancora molte”.

www.alternatyva.it

 

 

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