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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Sape Cons. LTD: “Come pagare meno tasse societarie con l’internazionalizzazione nel Regno Unito”

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Il mercato anglosassone si sta dimostrando particolarmente conveniente per chi desidera internazionalizzare la propria impresa, non solo per far crescere la redditività ma soprattutto per migliorarne la gestione. È una possibilità rivolta a tutti, sia imprese start-up che aziende sopra i 100.000 euro di fatturato annuo. Rispetto ad un’impresa in Italia, i vantaggi risultano molteplici: una tassa unica da versare del 19%, inferiore al totale di quelle italiane (59,1%), una semplificazione dei processi sia fiscali che burocratici e un rafforzamento della reputazione del brand societario. Tutto questo nei termini della legalità internazionale.

“Sono diverse le agevolazioni fiscali nel Regno Unito - spiegano gli avvocati Fabio Santoro e Oreste Maria Petrillo, titolari della società Sape Cons. LTD a Londra, con un’esperienza ultradecennale nel campo dell’internazionalizzazione – In primo luogo, alle start-up è riservato il pagamento delle tasse solo dopo il 21esimo mese, quando salderanno i primi 12 mesi, per sostenere l’investimento iniziale e la loro crescita. Inoltre la registrazione della partita IVA non è obbligatoria per le società Limited (Ltd) fino al raggiungimento di 85.000 sterline di fatturato annuo. Infine, aspetto che distingue notevolmente il regime fiscale anglosassone da quello italiano, è previsto il pagamento di un’unica tassa societaria, la Corporation Tax, che è al 19% in generale e può scendere al 10% per chi si occupa di ricerca e sviluppo, fino allo 0% per investimenti borsistici legati al Forex. Non ci sono contributi Inps, Ires, Irap, Irpef e le tasse sul dipendente sono circa un terzo dell’Italia. Aprire una società nel Regno Unito per ottenere un abbattimento fiscale si sta dimostrando vantaggioso, rapido e assolutamente legale. Ancora più a Londra, che è la capitale commerciale d’Europa e la seconda piazza più grande del mondo dopo New York”.

Quando si intende internazionalizzare la propria attività imprenditoriale, spesso si prendono in considerazioni i cosiddetti “paradisi fiscali”, ma non sempre si rivelano la migliore soluzione. “Non è necessario avere per forza una società off-shore per pagare meno tasse – sottolineano Santoro e Petrillo – Il risparmio fiscale dipende dal desiderio dell’imprenditore di collocare o meno la propria attività all’estero. Molti dei nostri clienti preferiscono continuare a vivere in Italia, nel loro contesto familiare, sociale e culturale. Scegliere una società off-shore implica prima di tutto alcuni svantaggi relativi al rientro dei dividendi e, in secondo luogo, moltiplica molti degli aspetti fiscali da analizzare, caso per caso e con attenzione. Una società off-shore, quindi, non è sempre facile, economica, alla portata di tutti e realizzabile in assoluta autonomia. Ci sono tanti equivoci su questi argomenti, sui quali ci troviamo spesso a dare informazioni corrette per chi ci chiede come espandere il suo business all’estero, pur mantenendo le proprie radici in Italia”.

Per cogliere le opportunità di internazionalizzazione nel territorio anglosassone diventa, quindi, importante avvalersi di consulenti specializzati e con comprovata esperienza direttamente sul campo. La società Sape Cons. LTD, nata nel 2018 dall’esperienza degli avvocati internazionalisti Fabio Santoro e Oreste Maria Petrillo, offre strategie legali di alto livello a imprenditori e investitori di successo, per abbattere il loro carico fiscale, aumentare la loro ricchezza e diventare cittadini globali.

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Per informazioni: www.themoneylawyers.com

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