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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Fabio Di Venosa: “La concorrenza sleale spesso è dentro l’azienda e l’imprenditore non lo sa”

Pagine Sì! SpA

Sottrazione di clienti, rivelamento di brevetti o documenti strategici, divulgazione di informazioni riservate come i processi produttivi. Sono i principali comportamenti di concorrenza sleale che possono essere messi in atto da soggetti interni all’azienda e che possono provocare seri danni. L’unico modo che ha un imprenditore per tutelarsi nel modo corretto è rivolgersi ad un’agenzia investigativa, che ha la possibilità di intervenire in tempi rapidi e, attraverso l’esperienza dei suoi detective, valutare come agire.

“Molto spesso l’imprenditore non si rende conto che la sua azienda ha creato, nel corso degli anni, un valore identitario che è determinante per la sua stabilità e per il successo – spiega Fabio Di Venosa, amministratore delegato del Centro Servizi Investigativi con sede a Milano e Roma, con un’esperienza di oltre 30 anni in questo settore –. La lista clienti, le conoscenze tecniche e il proprio modello di organizzazione e produzione sono i pilastri dell’azienda: se un dipendente o un socio sleale trafuga uno solo di questi aspetti, e lo veicola verso un concorrente, può creare un danno irreparabile. Per questo è importante intervenire in tempo”.

Qualora si abbia un sospetto di slealtà aziendale, si deve intervenire con la massima riservatezza e soprattutto in modo legale con i giusti professionisti. Incaricare un’agenzia investigativa specializzata in investigazioni aziendali non è quindi semplicemente un costo, ma diventa un investimento concreto. “In questi anni abbiamo affrontato numerosi casi di concorrenza sleale interna, restituendo elementi probatori riproducibili in fase di contenzioso giuridico. Si tratta di operazioni che non può fare il privato cittadino e nemmeno l’azienda da sola. Molto imprenditori, infine, si rivolgono a noi anche per togliersi un dubbio. Per questo il mio consiglio è ‘fidati sempre, ma verifica a volte’ ”, conclude Fabio Di Venosa.

 

Per informazioni: www.servizinvestigativi.it

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