COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Non bastano le proroghe: la Lapet lancia l’allarme di un nuovo ingorgo delle scadenze fiscali

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Maggio 2021 si apre con la nuova proroga della sospensione delle attività di riscossione. Il MEF, infatti, con il comunicato stampa del 30 aprile ha anticipato l’adozione di un provvedimento normativo che differirà al 31 maggio il termine di sospensione dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e accertamenti esecutivi, nonché della notifica di nuove cartelle e dell’avvio di procedimenti cautelari ed esecutivi. Si tratta dell’ennesima proroga della sospensione della riscossione originariamente introdotta fin dal 8 marzo 2020 ad opera dell’art. 68, d.l. 18/2020 Cura Italia.

Anche se deve riconoscersi la sensibilità dimostrata dal Governo nel disporre queste ulteriori proroghe, che seguono quelle già contenute nel Decreto Sostegni, “non può tacersi il timore di un ingorgo di adempimenti e versamenti quando le scadenze ordinarie andranno a sovrapporsi con le scadenze dei termini prorogati” dichiara il Presidente nazionale Lapet Roberto Falcone.

“Non deve ripetersi quanto accaduto il 16 marzo scorso quando si sono concentrate oltre 100 scadenze fiscali” insiste Falcone. La preoccupazione è per le 47 scadenze previste nel mese di maggio, tra le quali si segnalano lunedì 17 la scadenza dei versamenti già prorogati a causa del Covid 19, per venerdì 28 il termine per le istanze del contributo a fondo perduto e per lunedì 31 i versamenti relativi alle definizioni agevolate. “I professionisti, inoltre, saranno gravati dalle attività di correzione delle dichiarazioni precompilate che saranno rese disponibili a partire dal 10 maggio” aggiunge il Presidente.

La Lapet, peraltro, aveva già lanciato l’allarme sull’irrazionalità del calendario fiscale durante l’audizione in merito al Decreto Sostegni e, prima ancora, aveva segnalato la necessità di procedere ad un riordino delle scadenze nell’ambito dell’audizione sulla riforma Irpef dell’8 aprile scorso. Non solo, il tema del riordino delle scadenze è da sempre all’attenzione dell’Associazione, tanto è vero che era stato sollevato già durante le proposte di semplificazione del sistema tributario e del rapporto tra fisco e contribuente presentate al Senato nel settembre 2018. La razionalizzazione delle scadenze, infatti, è un passaggio essenziale per la semplificazione del sistema tributario.

Infatti il sistema attuale crea difficoltà oggettive ai professionisti ed ai consulenti, come i Tributaristi, nell’esecuzione puntuale degli adempimenti fiscali; d’altra parte crea anche difficoltà economiche ai contribuenti nell’eseguire i versamenti dovuti. Per quanto riguarda i versamenti, in particolare, “la proroga dello stato di emergenza al 31 luglio dimostra che la situazione non è affatto migliorata, e dunque la crisi economica continua ad affliggere imprenditori e lavoratori autonomi” ricorda Falcone.

Non v’è dubbio che debba essere salvaguardata l’esigenza finanziaria di distribuire gli incassi erariali nel corso dell’anno, tuttavia non può chiedersi ai contribuenti maggiormente colpiti dalla crisi economica di pagare, tra poche settimane, sia le somme sospese che quelle correnti. Anche se una parte minoritaria dei contribuenti non ha subito gli effetti negativi della pandemia, ed anzi parte di questi ha incrementato i propri ricavi, e dunque hanno il dovere di adempiere nei termini, non si può pretendere il versamento dalla stragrande maggioranza dei contribuenti che ancora si trovano in un evidente stato di difficoltà.

“Auspichiamo che l’amministrazione non persegua questa strada ed eviti atteggiamenti che da un punto di vista psicologico possono essere percepiti come oppressivi, con il rischio che siano utilizzati dai contribuenti per giustificare condotte di evasione fiscale” chiosa il Presidente.

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