COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

L’azienda sana va lontana, nel libro di Sabrina Cavallini i consigli per fare buona impresa

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“L’azienda sana va lontana: 7 segnali per riconoscere la crisi”. Questo il titolo del libro di Sabrina Cavallini, titolare di uno studio di consulenza aziendale con sede a Pontedera in provincia di Pisa. Cosa serve a chi fa impresa? Come si vince la paura del fallimento, specialmente in periodi di congiuntura economica difficile e complessa, come quello che stiamo vivendo? Come individuare i punti deboli che non fanno decollare il proprio business? Sono solo alcuni dei quesiti a cui Sabrina Cavallini dà una spiegazione e anche una risposta mirata e concreta nel suo volume. 

Per la consulente aziendale questa è la conditio sine qua non per chi vuole investire e creare lavoro nel mondo dell’imprenditoria. “Investire del denaro comporta un rischio, specialmente se si parte da una condizione di precarietà e le risorse finanziarie a disposizione sono limitate – spiega ancora l’autrice del libro - La paura di fallire diventa una compagna inseparabile per un imprenditore”. Sabrina Cavallini si sofferma sui “timori che sono tanti: dal perdere i clienti più importanti al restare a corto di capitali. Tuttavia per un imprenditore – tiene a evidenziare - il coraggio non deve corrispondere all’assenza di paura ma alla capacità di perseverare nonostante la paura”. Perseveranza, costanza, determinazione: elementi basilari per sconfiggere timori e preoccupazioni per un possibile del fallimento che è il deterrente principale per cui in tanti rinunciano, a priori, a fare impresa.

 “Anche il successo, a volte, può far paura – sostiene l’esperta - perché più un’azienda cresce e più si espone, sia in termini di reputazione che di tutela dei propri dipendenti”. Sabrina Cavallini ricorda che, in base ad una ricerca compiuta su 65 imprenditori dall’Università di Harvard, i punti cardine per fare impresa sono: sicurezza finanziaria, capacità di finanziare l’impresa, capacità personale ed autostima, potenziale dell’idea, minaccia per la stima sociale, capacità esecutiva ed operativa dell’azienda ed i costi di opportunità. Fattori essenziali ma anche motivo di continua preoccupazione.

Alla luce di ciò “occorre intensificare gli sforzi per raggiungere obiettivi ben precisi - spiega la consulente aziendale - La paura, così come un periodo di crisi, sono fasi fisiologiche che mettono l’imprenditore e l’azienda davanti ad una scelta fondamentale e cioè o rinascere o chiudere. Il coraggio e la capacità di rinnovarsi – sottolinea ancora Sabrina Cavallini - diventano fondamentali per l’imprenditore che vuole proseguire nella giusta direzione”.  La consulente aziendale nel suo libro delinea una sorta di road map per avviare con basi solide una qualsiasi attività imprenditoriale.

“Analizzare lucidamente i processi, stabilire le priorità del proprio business, adottare un approccio di problem-solving. Sono i fattori che permettono di orientarsi all’azione, superando la tentazione di reprimere o ignorare un eventuale criticità. Le preoccupazioni che riguardano costi di opportunità, sicurezza finanziaria personale, o la capacità di reperire fonti di finanziamento - asserisce Sabrina Cavallini - sono associate in modo positivo alla determinazione dell’imprenditore nel raggiungere i propri obiettivi”.

Per concludere l’esperta cita Mario Draghi, attuale presidente del Consiglio dei ministri italiano, che a proposito del ‘coraggio’ ha rammentato questo suo ricordo d’infanzia: “A cavallo tra le due guerre, in Germania, mio padre vide un’iscrizione su un monumento.  C’era scritto: se hai perso il denaro non hai perso niente, perché con un buon affare lo puoi recuperare; se hai perso l’onore, hai perso molto, ma con un atto eroico lo potrai riavere; ma se hai perso il coraggio, hai perso tutto”.

 

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