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Crediti in sofferenza: come gestire i debiti dopo la nuova regolamentazione europea

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Dal 1° gennaio 2021 è entrata in vigore la nuova regolamentazione europea prevista dall’European Banking Authority (EBA), l’Autorità bancaria europea, per la definizione di default che le banche europee dovranno applicare alle posizioni dei loro clienti.

La nuova definizione di default prevista dal Regolamento europeo relativo ai «requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento» (articolo 178 del Reg. UE n.575/2013) riguarda il modo in cui enti creditizi e banche valutano i loro clienti, decidendo quando non sono in grado di restituire la cifra che la banca ha loro anticipato.

Le nuove regole impongono a una banca, di fronte ad un pagamento non saldato per tre mesi e a conti corrente in rosso, di segnalare il cliente alla centrale rischi come “cattivo pagatore” e di collocare l’attività in oggetto alla voce dei Non performing loans (Npl), comunemente chiamati “crediti deteriorati”, in inglese non-performing loan o unlikely to pay, cioè quelle che la banca giudica come probabili inadempienze da parte del cliente.

In Italia ci sono crediti deteriorati per un valore di 340 miliardi, divisi a metà tra le “sofferenze” e le “inadempienze probabili”. Secondo le previsioni di Banca d’Italia aumenteranno di un centinaio di miliardi nei prossimi due anni: Banca Ifis, operatore specializzato nel settore, ha stimato un aumento fino a 120 miliardi nel biennio al 2022, come naturale effetto del 2020 pandemico, via via che saranno tolti i blocchi governativi a licenziamenti, esecuzioni e fallimenti, cassa integrazione e altre forme di ristoro.

Inoltre, come preannunciato a settembre scorso, durante l’Npl Meeting di Banca Ifis tenutosi a Cernobbio, le banche stanno accelerando la dismissione dei crediti deteriorati.

Secondo il report Market Watch Npl di Banca Ifis sono già state annunciate dismissioni per 30 miliardi, e si prevede di arrivare a un totale di 40 miliardi entro la fine dell’anno.

Ad oggi, esistono però delle soluzioni per far fronte a situazioni di questo tipo: Cesare Rosati ha fondato la start up innovativa ReCredito che ha l’obiettivo di risolvere efficacemente la gestione dei crediti ipotecari. ReCredito offre soluzioni tecnologiche e innovative e nasce con un duplice scopo: risolvere le difficoltà che spesso le banche affrontano nel recuperare i propri crediti ipotecari e aiutare gli esecutati a liberarsi dai debiti accumulati.

L’imprenditore Rosati spiega che, «in momenti di crisi, bisogna analizzare a fondo i problemi per offrire soluzioni adeguate. I punti forza di ReCredito sono l’utilizzo degli strumenti giuridici a disposizione e l’impiego di un sofisticato sistema d’intelligenza artificiale per la previsione del rischio di insolvenza, la valutazione della documentazione legale e l’analisi dei dati.»

In un periodo complicato come quello che stiamo vivendo da un anno a questa parte molte persone vivono quotidianamente difficoltà legate al pagamento di debiti accumulati per svariati motivi. A tal proposito Rosati afferma: «Attraverso la start up innovativa ReCredito sosteniamo gli istituti finanziari a recuperare i propri crediti in sofferenza diminuendo i tempi di incasso senza perdere tempo e soldi in lunghe azioni legali.»

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