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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale PRIMA PAGINA ITALIA

Vivallis, Paola Gregori: “La prossima sfida? produrre un grande Pinot Nero”

La nuova direttrice della Cantina Vivallis è Paola Gregori, laureata in Economia e commercio e due master. Il suo incarico non si limita alla conduzione economica di una azienda, ma va oltre: alla gestione di un territorio e di tutti i soci che, grazie alla loro passione espressa nella quotidianità del loro lavoro, permettono di produrre vini di grande qualità.

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Per la nostra rassegna “ Sapori d’Italia” (viaggio alla scoperta delle eccellenze italiane), abbiamo incontrato Paola Gregori, fresca di nomina  alla direzione di Vivallis.

Vivallis è uno dei più grandi viticoltori di uve base spumante, derivante da cloni di Chardonnay e Pinot Nero francesi. Questi cloni hanno trovato sulle montagne del Trentino il loro habitat naturale. Si tratta di vini genuini e di viticultura sostenibile: la cantina opera, infatti, rigorosamente all’insegna del rispetto ambientale e riduce al minimo l’uso di solfiti per avere vini sempre più integrali. La produzione è limitata a poche bottiglie di alta qualità.

Il marchio Vivallis nasce nel 1908 raccogliendo l’eredità secolare della Società Agricoltori Vallagarina - Vallis Agri Scarl. “VI” come viticoltori, vite, vino e vita; “VALLIS” a dimostrare il forte legame con la cultura enologica della valle.

La casa spumantistica/Sektkellerei Valentini di Weinfeld Trento Doc, è inoltre la più antica casa spumantistica del Trentino le origini documentate risalgono ad un articolo di giornale del 1899 in cui si pubblicizzava lo ‘Champagne Valentini’ (vedi foto allegata) prodotto da Arminio Valentini. Valentini di Weinfeld è un’antichissima nobile famiglia di Calliano (Trento) risalente al 1580: dai documenti rinvenuti nella zona, prosperò fino ai primi del Novecento sotto l’Impero austro-ungarico. A seguito dell’Impero nel 1918 fu acquistata da Vivallis, cooperativa trentina che oggi conta 950 ettari di vigneto su 12 comuni montani trentini acquisiti nel tempo: negli anni molti produttori locali sono confluiti in Vivallis, soprattutto con la crisi del Primo dopoguerra, compreso il primo spumantista Arminio Valentini.

Oggi Vivallis esprime la forza delle sue radici che risalgono al lontano 1908, raccogliendo e trasformando le uve provenienti da oltre 900 ettari di vigneti, sapientemente coltivati da 700 soci, guidati da un preparato team tecnico di agronomi ed enologi. L’obiettivo produttivo è ambizioso: racchiudere nei vini cultura, storia e passione del passato e, attraverso l’uso misurato di tecnologie avanzate, offrire contenuti più moderni per continuare ad essere espressione vera e dinamica del territorio della Vallagarina.

Ed è nell’ottica di questo binomio tra passato e futuro che è stata scelta alla guida di Vivallis Paola Gregori, che succede a Mauro Baldessari.

Paola Gregori è nata a Verona e ha sempre vissuto nella terra della Valpolicella, una delle “culle” della viticoltura. È laureata in Economia e commercio ed ha due master. Il primo in “Commercio estero del vino verso l’Estremo oriente”, il secondo “in Gestione integrata d’impresa”.

Prima della direzione di Cantina Vivallis, Paola Gregori ha lavorato diciassette anni al Gruppo Italiano Vini. Nel periodo universitario ha trascorso un biennio a l’École Nationale de Viticulture de Montpellier’ (in sigla Ensam) e poi a Parigi per concludere la tesi di laurea alla Sorbonne Université.

 

Dott.ssa Gregori, premesso che per Voi veneti avere a che fare con il vino e la vigna è cosa abbastanza comune; come inizia il suo percorso enologico?

 

La scelta risale al terzo anno di università. Grazie al direttore del Dipartimento di Economia di Verona di allora, il prof. Giuseppe Gaburro, storico presidente della cantina sociale di Negrar: parlando di vino oltre che di economia e approfittando del fatto che volessi fare un’esperienza Erasmus, mi disse di prendere la borsa di studio Gallileo Galilei, quindi di fare gli ultimi due anni di Economia e commercio in Francia e poi aggiunse “magari puoi preparare la tesi lavorando in un istituto dove si studia la vite e tutta l’economia del vino”. Erano anni dove tra l’altro era in atto la riforma OCM Vini, quindi gli stati, con il loro Ministro alle Politiche Agricole, votavano per cambiare alcune leggi. Gli argomenti erano l’estirpazione dove le produzioni erano sovrabbondanti, come in Italia e in Spagna, e l’uso dei mosti concentrati rettificati e gli zuccheri. I paesi caldi come il sud della Francia, Italia e Spagna votarono contro, mentre quelli del nord, Germania, Reno e la zona della Champagne votarono a favore. Il mio professore mi disse: “ma tutti questi cambiamenti in che modo potranno incidere sull’economia delle aziende?”. E quindi l’argomento della mia tesi fu proprio questo. Poi sono stata aiutata dal grande professore Roberto Ferrarini, che era uno dei più grandi enologi italiani e lavorava per la Vason, produttore di mosti, farine e concentrati, nonché lieviti per la produzione enologica. Ecco che la mia tesi venne firmata dai più grandi del mondo del vino italiano.

Da lì a poco Emilio Pedron, amministratore delegato del Gruppo Italiano Vini, mi chiese di entrare a lavorare al GIV e quindi per me le cose si sono succedute in maniera molto spontanea.

A completamento della mia formazione feci anche un MBI master in Gestione Integrata di Impresa perché avevo capito in Francia che l’università italiana è molto lontana dal mondo del lavoro, cosa che oltralpe non accade. Grazie al master ho imparato che nelle aziende il direttore deve gestire le singole business units come il direttore d’orchestra fa con gli strumenti musicali e dai singoli suoni creare una sinfonia.

Tutto si è svolto in maniera spontanea e naturale, come la mia direzione in Vivallis.

 

Lei è la prima donna direttore generale in una cantina cooperativa trentina nella storia della regione. Come vive questo importante risultato?

 

Oltre alla responsabilità aziendale si aggiunge quella sociale. Vivallis copre la vasta zona viticola della Vallagarina che è la più estesa del Trentino e non solo. Qui la viticoltura è vita ed espressione di un popolo e di un territorio: i viticoltori vivono davvero la cooperativa, sono come una grande famiglia, circa 750 soci da ascoltare. Il mio compito è quello di aiutarli a valorizzare le loro uve e di produrre vini espressione di questo territorio.

 

Il suo obiettivo è quello di evidenziare la parte enologica, recuperando le tradizioni e puntando sempre più alla sostenibilità, grazie alla ricerca?

 

Sì, infatti è così e lo ribadisco. Il mio progetto futuro è quello di produrre un grande Pino Nero, cercando di ottenere quell’eleganza e sontuosità dei Pinot Neri francesi, sarà frutto di una ricerca clonale combinata al giusto terroir, un progetto ambizioso perché il Pinot Nero è la varietà più difficile da trattare, ma siamo convinti che solo qui in Trentino con certe varietà si possano raggiungere vette di eccellenza non ancora toccate.

 

Innovazione dunque nella tradizione?

 

L'azienda ha appena ultimato una fase di ampliamento e ristrutturazione (25 Mio) siamo la più moderna del Trentino con tecnologia 4.0: l'obiettivo è quello di dare una configurazione più moderna per salvaguardare l’integrità e la genuinità del frutto che si trasforma in vino a quella che è un'istituzione storica nella tradizione vitivinicola della Vallagarina. Un importante investimento è stato fatto per la riqualificazione del punto vendita e il rinnovo dei locali cantina. Inoltre manteniamo un sistema di gestione qualità che è conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2008 per le attività di vinificazione di uve conferite dai soci, lavorazione di vini, imbottigliamento e vendita.

 

Chiudiamo parlando delle produzioni Vivallis:

 

I Classici: Prodotti con uve che provengono da oltre 950 ettari di vigneti, sapientemente coltivati da 750 soci.

I Superiori: Rappresentano la massima espressione della Vallagarina grazie ad un patrimonio consolidato di tradizione e cultura, zonazione e studi geologici.

Linea Depero: Forte del suo legame con la creatività e con l’artista trentino Fortunato Depero, autore del marchio di SAV negli anni Cinquanta, la cantina ha deciso di dedicare al celebre esponente futurista una linea per non dimenticare che anche fare un buon vino è una vera arte!

Tra poco l’inaugurazione di una parte della cantina che sarà la prima cantina dell’arte dove un ampio spazio sarà dedicato alle prosecuzioni delle mostre del Mart e Casa Depero, dove cantina, arte e cultura si fondono in un unico concetto.

Il Trentodoc: Valentini di Weinfeld in onore di Arminio Valentini, il primo spumantista trentino.

Ed infine la linea STIF 2059 che richiama nel dialetto trentino il monte Stivo, che domina la città di Rovereto e la Vallagarina trentina.

VIVALLIS S.C.A. ha sede in Via per Brancolino, 4 38060 Nogaredo (TN) ITALY

Tel. +39 0464 412073 - Fax +39 0464 412105

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