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Dott. Tavano: gravidanza e possibili disturbi visivi

Forse è solo un’impressione, ma spesso non lo è: in gravidanza possono davvero insorgere problemi alla vista. Fortunatamente questi disturbi sono solo transitori (normalmente regrediscono completamente entro pochissimi mesi dal parto), tuttavia non vanno sottovalutati. Ne parliamo con il dott. Gianvito Tavano, specialista in Oculistica.

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I motivi di problemi di vista sono diversi: il cambio ormonale, la pressione, lo stress e l’aspettativa per un evento così importante. L’importante è non lasciarsi cogliere dall’ansia e consultare il proprio medico, che vi prescriverà una visita presso l’oculista. Noi abbiamo sentito un esperto in materia il dott. Gianvito Tavano , specialista di Oculistica, Chirurgia oculare, contattologia a Cosenza.

“E’ una opinione abbastanza comune che la condizione di gravidanza ed il susseguente eventuale allattamento possano portare disturbi visivi nella donna gravida” – afferma Tavano. In effetti bisogna distinguere tra patologie e condizioni refrattive precedenti la gravidanza ed alterazioni che insorgono durante la stessa e successive al parto.

Sarebbe buona norma conoscere le condizioni dell’occhio prepartum cioè la presenza di difetti refrattivi (miopia elevata e non, ipermetropia ed astigmatismo) la presenza di alterazioni retiniche misconosciute o silenti così da prevenire problematiche che potrebbero insorgere comunque indipendentemente dallo stato gravidico.

Ma perché avvengono queste fluttuazioni della visione durante la gravidanza che inducono la donna gravida a richiedere un controllo da parte dell’oculista?

“In primis perché avvengono nella donna alcuni cambiamenti ormonali che influenzano lo spessore e la curvatura della cornea modificandone quindi il potere refrattivo – continua Tavano-. La cornea trattiene acqua, aumenta lo spessore, cambia la curvatura quindi il potere diottrico e lo stesso anche se in modo minore avviene per il cristallino.

Questa è una condizione in genere temporanea e reversibile che dura quanto è più lungo l’allattamento che in genere non dovrebbe superare i sei mesi. Perché anche l’allattamento prolungato (stimolo della suzione sul capezzolo, quindi stimolo per l’ipofisi, aumento e mantenimento della produzione di prolattina che stimola la ghiandola mammaria a produrre latte) rischia di aumentare questi disturbi visivi. Ricordiamo che l’ipofisi si trova al di sotto del chiasma ottico e l’aumento del volume della stessa ghiandola può creare ulteriori disturbi visivi.

La valutazione quindi nel post partum della prolattina (che ricordiamo deve essere rilevata in condizioni di riposo) è importante per capire se a livello chiasmatico possono avvenire cambiamenti significativi quindi decidere se interrompere l’allattamento”.

E’ bene ricordare  che esistono farmaci specifici per questa funzione. E’ ovvio che non spetta all’oculista stabilire la durata dell’allattamento ma anche il pediatra deve attenersi alle regole del buon senso.

Oltre a questi disturbi di tipo refrattivo ci sono altre alterazioni dell’occhio?

"Certamanente –specifica il dott. Gianvito Tavano-. Ad esempio quelle del film lacrimale sia in senso quantitativo che qualitativo, un occhio secco, un occhio asciutto, un occhio comunque con alterazioni della lubrificazione che può portare oltre ad un discomfort intrinseco anche all’impossibilità di usare le lenti a contatto nonostante l’uso di idonee lacrime artificiali (ricordiamo che le lacrime artificiali non sono acqua e che l’una non vale l’altra) e che quindi l’occhio possa andare incontro ad infiammazioni reattive e non”.

Ci sono quindi alcuni cambiamenti fisiologici ed altri patologici transitori e non reversibili,  come ad esempio:

-     Cloasma o Melasma colorazione bruna del viso e perioculare dovuta all’ormone melanotropo

-     Ptosi (abbassamento della palpebra da ritenzione idrica o cambiamenti ormonali

-     Shift miopico temporaneo (aumento della curvatura corneale in genere reversibile)

-     IOP (pressione intraoculare che normalmente diminuisce)

-     Diabete e retinopatia diabetica

-     Ipertensione arteriosa

-     Retinopatie essudative

Sottolineiamo che la retinopatia diabetica ha una progressione che avviene con velocità doppia della norma in gravidanza.

L’ipertensione arteriosa nella eclampsia gravidica o gestosi può avere esiti gravissimi, le retinopatie essudative possono essere ricondotte alla sindrome HLLP (emolisi alterazione enzimi epatici e basse piastrine).

Nel glaucoma se preesistente devono essere sospesi i farmaci betabloccanti che possono alterare il battito del feto.

In conclusione esiste una stretta relazione tra occhio e gravidanza e i cambiamenti o la gestione di questi devono essere affidati all’oculista che spesso deve solo tranquillizzare la donna gravida e rispondere a domande tipiche come:

-     Quando deve essere effettuata la visita?

-     Quanto deve durare l’allattamento?

-     Posso fare un parto naturale?

-     Quali farmaci posso usare?

Queste e tante altre domande: l’ereditarietà, la genetica, l’oculista deve sorvegliare il confine labile tra fisiologico e patologico della nuova vita che si annuncia al mondo.

         

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