COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Luraschi: “Smart working e Dad, chiropratica per risolvere i problemi causati da posture sbagliate”

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L’ufficio si è spostato a casa, così come la scuola e la necessità di sfruttare tutti gli spazi, unita alla comodità di lavorare seduti sul divano o magari sul letto, hanno cambiato radicalmente le abitudini di tutti. Il prezzo dello smart working e della didattica a distanza, però, non si paga solo in termini di distrazione o minore produttività, ci sono conseguenze anche a livello fisico. “La maggior parte dei problemi derivano da posture scorrette, da abitudini sbagliate e da forte stress e tensione, tutti elementi che nell’ultimo periodo non sono mancati – spiega Joseph Luraschi, chiropratico con anni di esperienza alle spalle, che esercita a Milano, Como e Varese – Il dolore arriva dopo che il comportamento scorretto è stato ripetuto più e più volte e non è detto che si manifesti nella parte del corpo direttamente interessata”.

Il fastidio fisico, infatti, è solo un sintomo, non è la causa del problema, ma è il modo che il cervello utilizza per farci capire che nell’organismo qualcosa non va. Di conseguenza la priorità non deve essere farlo sparire, ma capire da cosa sia provocato. E di questo si occupa il chiropratico, che intervenendo manualmente dall’esterno con aggiustamenti specifici modifica le informazioni in entrata (afferenti) affinché il cervello ‘riprogrammi’ le informazioni in uscita al corpo (efferenti). “La chiropratica non è una tecnica, ma una professione che poggia su un’approfondita conoscenza dell’anatomia umana e che si esercita dopo aver conseguito una laurea magistrale” afferma Luraschi, sottolineando come la disciplina non si ponga in contrasto con la medicina e la farmacologia, ma abbia un approccio diverso. “L’obiettivo del chiropratico non è far sparire il dolore il più velocemente possibile, ma individuare il problema che lo causa in modo da eliminarlo alla radice – spiega – Per questo durante la visita non ci si concentra sul sintomo o sulla parte che fa male, ma si guarda a tutto il corpo del paziente nonché sulle sue abitudini e sul suo stile di vita”.

Posture e abitudini dannose potrebbero essere in atto anche nel momento in cui non si sente dolore, perciò il consiglio è di prevenire: “Da noi vengono persone con sintomi – spiega Luraschi – L’ideale, invece, sarebbe farsi controllare quando si sta bene per rimanere in salute, quindi correggere il comportamento scorretto prima che provochi un fastidio, la cura della propria salute è più facile e meno costosa della cura della malattia”. Fondamentale è rivolgersi a un professionista affidabile e per farlo sarebbe buona norma verificare che sia presente nell’elenco dell’Associazione italiana chiropratici.

www.josephluraschi.com

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