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Cristina Mucci: “Dal benessere intestinale dipendono molte patologie del corpo”

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“Fino a qualche anno fa l’intestino era considerato un organo di poco rilievo, ma negli ultimi anni grazie a studi mirati è stato rivalutato in quanto dotato di connessioni neuronali con tutti gli organi del corpo, cervello compreso. L’intestino è quindi correlato con altri organi ed è un primo motore da cui dipendono le reazioni metaboliche dei distretti corporei”. Parola di Cristina Mucci, biologa nutrizionista da sempre impegnata ad ascoltare i suoi clienti, trovando con loro la soluzione più coerente alle proprie necessità.

“L’intestino è considerato oggi il cervello viscerale del corpo, importante anche nella vita emozionale della persona. Basti pensare che i tre quarti dei neurotrasmettitori prodotti dal corpo umano sono secreti dall’intestino e questo ci spiega come mai quasi il 70% della popolazione italiana soffre di disturbi gastrointestinali. Disturbi poco conosciuti e spesso sottovalutati”.

Così la dott.ssa Cristina Mucci, che sottolinea come “in questo senso è utile parlare del microbiota, variegata composizione unica e personale della nostra flora batterica che vive nell’intestino, in parte ereditata dalla madre ma che ha composizione differente in base allo stile di vita dell’individuo e dall’alimentazione che assume”.

Ma cosa si intende per batteri benefici o dannosi per il nostro corpo? “Per esempio chi mangia molte proteine animali e grassi saturi – spiega la dott.ssa Mucci – ha una maggior concentrazione nella flora batterica di batteri putrefattivi che stimolano la produzione di sostanze pro infiammatorie che aumentano i livelli di infiammazione locale e generale, facilitando l’instaurarsi dell’infiammazione cronica silente. Uno stato, questo, molto frequente negli individui appartenenti ai paesi occidentalizzati, dove il passaggio da un’alimentazione fondamentalmente ricca di fibre e legumi ad alimenti processati ha favorito l’incremento di queste patologie”.

“Da biologa posso con certezza affermare come non sia un caso che si sia sviluppato nel tempo un secondo cervello, perché la nostra storia ed evoluzione ci ha permesso di maturarne uno per le relazioni sociali e uno per le funzioni vitali. Questo è il ruolo dell’intestino, vero e proprio essere metabolico quasi pensante, capace di regolare la vita metabolica dell’individuo”.

Se prima si parlava di asse cervello-intestino, oggi si parla di altri assi che mettono in correlazione l’intestino con il resto del corpo, anche con il sistema immunitario.

“Il sistema immunitario – continua la dott.ssa Cristina Mucci – si matura nell’intestino, dove i nostri difensori stazionano per allenarsi a riconoscere le cellule estranee al corpo: il costante contatto con i batteri presenti nei cibi, infatti, fortifica l’attività immunitaria dell’organismo. Per questo è importante il benessere intestinale e la cura della flora batterica: l’infiammazione a livello intestinale può avere conseguenze con l’insorgenza, per esempio, di intolleranze alimentari ad oggi molto diffuse”.

Di certo risulta chiaro il motivo per curarsi del benessere intestinale per la salvaguardia della nostra salute. Se non fosse sufficiente, però, la dott.ssa Cristina Mucci ci fornisce un ultimo importante dettaglio.

“Nel nostro contemporaneo i disturbi di natura psichica come attacchi di panico, depressione, attacchi d’ansia e disturbi comportamentali sono in costante aumento. Recenti studi hanno messo in risalto che questo aumento dipende dallo stile di vita alimentare e da una flora batterica incapace di funzionare al cento per cento. È proprio la flora batterica che partecipa alla produzione della serotonina, neurotrasmettitore che regola funzioni metaboliche, ritmi e approcci relazionali dell’individuo. Se sono alterati i livelli di serotonina è necessario valutare un’azione sul microbiota per ridurre i sintomi o eliminare del tutto il disturbo. Ad oggi una pratica standardizzata e molto utilizzata anche in Italia è legata al trapianto fecale di microbiota, ovvero al trapianto di feci ripulite e trattate che da un donatore sano passano al ricevente per modificarne la flora batterica”.

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