COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Luca Marco Bernardini lancia l’allarme perimplantite: potrebbe essere la patologia del futuro

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A fronte di chi dice che un impianto dentale potrebbe essere considerato “come un diamante”, ovvero per sempre, c’è chi raccomanda prudenza: “in presenza di implantologie – commenta l’implantologo romano Luca Marco Bernardini - poco rispettose del tessuto gengivale, il rischio è un vertiginoso aumento di perimplantiti”.

Secondo diverse ricerche pubblicate su MEDLINE (uno dei più importanti archivi di ricerca scientifica), i disturbi legati agli impianti potrebbero avere un grosso impatto sulla popolazione. “In mancanza o comunque con scarsa gengiva cheratinizzata intorno agli impianti – spiega Bernardini – si prevede infatti un forte aumento delle infiammazioni gengivali, addirittura fino al 65%”. Le infiammazioni della mucosa sono la principale complicanza, in quanto a frequenza, legata agli impianti dentali, e si verificano più facilmente quando c'è una gengiva carente in quantità e qualità.  Il problema affrontato comunemente prima di procedere ad un impianto è valutare la presenza di osso, ma è fondamentale quando necessario irrobustire e "rimpolpare" la gengiva, importante fattore per la durata dell’impianto nel tempo” continua Luca Marco Bernardini, esperto di implantologia e chirurgia mucogengivale. “Oggi con le moderne tecnologie diagnostiche siamo diventati bravissimi e precisissimi nel valutare il volume osseo, che certamente è basilare per il posizionamento dell'impianto, ma non è il solo fattore da tenere in considerazione. Il ruolo della gengiva cheratinizzata è quello di proteggere l'impianto e l'osso sottostante dai batteri”. In mancanza o comunque con scarsa gengiva cheratinizzata intorno agli impianti, come emerge da diversi studi clinici, l’aumento delle infiammazioni gengivali si riscontra soprattutto su lavori estesi che coinvolgono intere arcate, che portano talvolta all'esposizione della vite implantare, con suppurazione, sanguinamento e dolore allo spazzolamento. “Nonostante i dati scientifici suggeriscano l'importanza di avere una buona quota di gengiva cheratinizzata intorno agli impianti (e laddove questa è carente di andare ad aumentarla) la tendenza odierna continua a focalizzarsi sulla valutazione dell'osso, soprattutto con l'utilizzo della chirurgia guidata implantare. Nel tempo i casi trattati con scarsa attenzione alla parte gengivale saranno più esposti ad un aumento di infiammazione e delle mucositi perimplantari, che saranno a quel punto piu' difficili da trattare”. Come evitare tale rischio? “Con una attenta valutazione della situazione di partenza e metodologie personalizzate ad integrazione dell’implantologia che consentono, nel caso della guidata, di utilizzare mascherine adattate per favorire il riposizionamento della gengiva senza riduzioni eccessive del tessuto” conclude Bernardini.  

 

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