COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Maldarizzi: rinnovare il parco-auto e programmare gli incentivi per rilanciare il settore automotive

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Il perdurare dell’emergenza sanitaria ha contribuito, in maniera imprevedibile e determinante, a rilanciare il trasporto privato, in quanto considerato – a giusta ragione – più sicuro rispetto al trasporto pubblico, ed ha contribuito a diffondere l’utilizzo di forme alternative di mobilità.

Pertanto, oggi più che mai, è prioritario svecchiare il parco-auto nazionale, che risulta il più vetusto in Europa. Nel Mezzogiorno, poi, il problema è ancora più grave.

“L’utenza adesso punta con decisione – afferma il Cav. Lav. Francesco Maldarizzi, uno dei principali imprenditori del settore della distribuzione automotive e dei servizi alla mobilità del Sud Italia - all’acquisto di auto che siano allo stesso tempo sicure e confortevoli. Non si può pensare, però, che tutti abbiamo la disponibilità di una cifra che varia tra i 30.000 e i 40.000 euro, soprattutto in una fase così delicata della nostra economia”.

Da qui la necessità di pianificare un programma strutturato incentivante per rendere possibile l’acquisto di auto nuove o semi nuove “euro 6”, considerato che è ormai acclarato che tali motori non inquinano.

“Le auto elettriche, peraltro, non costituiscono la panacea, anche dal punto di vista ecologico – aggiunge il Cav. Lav. Maldarizzi – e, quindi, non possono essere considerate una valida alternativa per ampie fette di mercato. Ad oggi, inoltre, anche le strutture di ricarica sono assolutamente insufficienti. Poi c’è da considerare il costo decisamente elevato per l’acquisto. Non ultimo, il problema rappresentato dal limite di percorrenza dell’auto elettrica che difficilmente supera i 200 chilometri circa, dopo i quali occorre effettuare una sosta forzata per effettuare la ricarica, che non richiede certamente solo pochi minuti. A ciò si aggiunga il costo elevatissimo per l’eventuale sostituzione della batteria, anche in conseguenza di un banale incidente.

Ma c’è un elemento che rappresenta la maggiore preoccupazione per gli operatori del nostro comparto: i fondi limitati stanziati dal Governo per gli incentivi all’acquisto di auto nuove. Tali fondi, infatti, potrebbero esaurirsi in soli tre mesi. Ciò non ci consente di impostare un’adeguata programmazione - minimo trimestrale - degli ordini di auto alle case automobilistiche, né di tutelare i lavoratori delle nostre aziende - cessando la Cassa Integrazione - e tanto meno di assumere giovani risorse da formare. Sintetizzo dicendo che le aziende – conclude il Cav. Lav. Maldarizzi - hanno bisogno di programmazioni di medio-lungo periodo e non possono essere gestite alla giornata. Questa è una limitazione gravissima che rischia di mandare in crisi tutto il settore-auto ed il suo vastissimo indotto economico ed occupazionale.

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