COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale ReadMe

greenMe rilancia la proposta legge del Jane Goodall Institute Italia a difesa delle grandi scimmie

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greenMe sposa e rilancia la proposta di decreto (e la petizione) del Jane Goodall Institute Italia per introdurre “criteri e requisiti minimi per la gestione in cattività delle Grandi Scimmie Antropomorfe” nel nostro Paese.

Costrette a vivere in gabbia e in condizioni inaccettabili, le scimmie rientrano tra le specie animali più frequentemente rinchiuse negli zoo e trasformate in mere attrazioni per visitatori. Per garantire loro una vita migliore il quotidiano online greenMe ha deciso di mobilitarsi, sposando e rilanciando la proposta di decreto del Jane Goodall Institute Italia (JGI) che chiede a gran voce l’introduzione di “criteri e requisiti minimi per la gestione in cattività delle Grandi Scimmie Antropomorfe” nel nostro Paese.

Sono ancora troppi i casi in cui i cuccioli di scimmia vengono sottratti dalle loro madri e dal loro habitat per essere rinchiusi per il resto della loro vita tra le sbarre di uno zoo, in ambienti con temperatura, ventilazione e illuminazione inadatte. In occasione dei 60 anni di attività della naturalista britannica Jane Goodall, considerata “la regina degli scimpanzè”, il Jane Goodall Institute Italia ha chiesto quindi al Governo di agire, definendo i criteri e i requisiti che devono essere rispettati dalle strutture presso cui gli animali sono custoditi. La proposta di Decreto Ministeriale è stata inoltrata ai dicasteri dell’Ambiente, della Salute, delle Politiche agricole e ai Carabinieri del CITES.

“Abbiamo lavorato molto duramente per mettere insieme questa importante proposta ai ministeri competenti insieme a un comitato scientifico internazionale dei più alti livelli. – spiega a greenMe la biologa Daniela De Donno, presidente del JGI Italia. – Jane Goodall sostiene fortissimamente l’iniziativa, come prima firmataria. È necessario oggi più che mai stabilire dei requisiti minimi per salvaguardare gli esseri viventi più simili a noi. Si tratta di specie che hanno un’intensa vita relazionale ed emotiva, differenti personalità, comportamenti complessi e coscienza di sé. Animali che condividono con l’essere umano il 98,6% del corredo genetico e la cui gestione in cattività, quindi, deve garantire le migliori condizioni possibili”.

Per offrire un’esistenza migliore alle grandi scimmie costrette a vivere in cattività, la redazione di greenMe invita i suoi lettori a firmare qui la petizione.

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