COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Università Giustino Fortunato

L’Unifortunato inaugura il ‘Posto Occupato’

Per le donne vittima di violenza. Con la testimonianza di Silvio Pezzotta

Università Giustino Fortunato

Da oggi un fascio di rose rosse, un drappo rosso e una targa occuperanno un posto dell’aula Magna dell’Università Giustino Fortunato per ricordare una vita di una donna interrotta dalla violenza di un compagno o di un marito: con questo simbolo e con la toccante testimonianza di Silvio Pezzotta, padre di Mariangela, uccisa dalle Bestie di Satana nel 2004 l’Unifortunato ha inaugurato il “Posto Occupato”, primo appuntamento del programma “La forza della verità – Contro ogni forma di violenza”. “La sua perdita è pesante per la famiglia ma non va vista in un modo brutto” ha detto Pezzotta parlando della figlia. Mariangela che fu uccisa dall’ex fidanzato a 27 anni in uno chalet di Golasecca dalle “Bestie di Satana”, un gruppo di satanista della provincia di Varese, responsabile di induzione al suicidio e di vari omicidi.

Bisogna vedere la sua perdita in modo positivo, perché – ha sottolineato Pezzotta  - lei ha perso la vita per non aver aderito a un qualcosa di brutto”. In questo modo la morte della su Mari diventa un insegnamento: “il messaggio che deve essere dato ai ragazzi è di avere un dialogo principalmente con la famiglia. I ragazzi devono capire che al di là delle facciate in certe situazioni c’è un mondo molto difficile e cattivo e siamo qui per dire che non devono mai chiudersi a riccio ma parlare con le famiglie. Infatti quando mia figlia mi ha chiesto aiuto è stato il momento più bello”. L’uomo, da anni attivo nel volontariato e che ha intensificato il suo impegno dopo la morte della figlia, ha parlato anche dell’importanza di aiutare gli altri: “Tutti noi siamo coinvolti in questo, anche voi – ha detto rivolgendosi ai tanti studenti presenti - siete chiamati ad aiutare i vostri compagni se sono in difficoltà, perché voi siete i primi che potete notare un disagio. C’è la catena del male ma c’è anche quella del bene che spezza il male”.

Per la senatrice di Forza Italia, Sandra Lonardo, questa è stata “una giornata di insegnamento per me e per i tanti giovani studenti presenti al convegno. Da subito ho portato nel cuore Silvio Pezzotta, padre straordinario, e la figlia Mariangela”. La senatrice ha ringraziato il rettore dell’Unifortunato per l’invito al convegno e ha detto che tutti “devono sentire forte il senso di responsabilità e lavorare, lasciando da parte le appartenenze politiche, per formare coscienze… perché solo attraverso una rivoluzione culturale che nasca già dalla famiglia, si possono educare le nuove generazioni alla libertà e al rispetto dell’altro. Per questo sto lavorando in Senato ad un Ddl sui temi del bullismo e del Cyberbullismo. In Italia, le leggi ci sono, ma non vengono applicate in toto, questo il motivo per il quale tantissime donne non denunciano le violenze che subiscono. Bisogna che si crei un clima di fiducia, di accoglienza, di protezione, per tutte quelle donne che vorrebbero denunciare abusi e soprusi. I centri antiviolenza, stentano a sopravvivere per mancanza di fondi e questo è un problema serio, perché quello è il luogo dove ci si può recare e trovare amicizia, competenza, comprensione”.

Anche per il rettore dell’Unifortunato Prof. Giuseppe Acocella è stata una giornata di arricchimento: “Silvio Pezzotta ha parlato ai giovani dando speranza e ha sottolineato che tutto è nato perché un uomo ha voluto il possesso di un altro essere umano, sua figlia”. Quindi ha ricordato che tanti casi di mancata denuncia “derivano dal fatto che non si riesce con lucidità a superare un rapporto malato di subordinazione”. Il rettore ha anche ricordato che con questa iniziativa l’ateneo telematico continua l’impegno preso con il tavolo interistituzionale contro la violenza di genere e con il corso di formazione sul tema della violenza domestica.

È intervenuto anche il consigliere regionale Mino Mortaruolo che ha parlato delle azioni messe in campo dalla Regione Campania contro la violenza sulle donne: “in questi anni abbiamo costruito una rete per essere al fianco delle donne che trovano il coraggio di denunciare, nella maniera più efficace possibile: centri antiviolenza, case rifugio, borse lavoro, reinserimento lavorativo. Il male oscuro e il cuore nero si nascondono dietro la normalità. Serve per questo un'azione congiunta integrata che possa richiamare l'impegno di tutti nel contrasto a ogni forma di violenza”. L’ideatrice dell’iniziativa ‘Posto Occupato’, Maria Andaloro è intervenuta telefonicamente spiegando il perché di questo simbolo: “Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita – ha detto - occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga”.

 All’evento erano presenti, tra gli altri Aldo Policastro, Procuratore della Repubblica di Benevento, i rappresentanti di Prefettura, Questura, Carabinieri, Comune di Benevento e Croce Rossa.

https://www.unifortunato.eu/

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