COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Onoranze funebri Emidio e Alfredo De Florentiis(Pescara).Paese che vai,usanze che trovi(o che perdi)

Pagine Sì! SpA

In occasioni liete come una festa oppure tristi come la perdita di un congiunto, ci sono riti e tradizioni da rispettare, che variano da paese a paese, da religione a religione, oppure da rito laico a cerimonia religiosa. E se è vero che “le usanze di un tempo in parte vanno perdendosi – spiega l’imprenditore Emidio De Florentiis – la multiculturalità e l’integrazione ci fanno scoprire nuove tradizioni a noi sconosciute”.

Ogni paese ha le sue tradizioni, quando si tratta di feste, matrimoni, e anche funerali. Eppure chi lavora nel settore delle pompe funebri sostiene che molte tradizioni si siano perse. Un esempio viene da Pescara dove Emidio De Florentiis, titolare dell’impresa familiare che porta il suo nome e quello del papà Alfredo, con il quale la fondò, racconta: “Quando ho iniziato a lavorare nel settore, trentacinque anni fa, la città di Pescara era caratterizzata da forti tradizioni. I funerali erano allestiti sempre con grande presenza di fiori e di corone. Il corteo funebre, se religioso, seguiva un percorso specifico: qualora il decesso di una persona fosse avvenuto in un luogo diverso dalla sua casa, prima di arrivare in chiesa era obbligatorio passare davanti all’abitazione e addirittura sostare davanti per qualche minuto, in segno di un ultimo saluto”. “Ma le tradizioni- aggiunge De Florentiis - riguardavano anche le donne defunte alle quali veniva posto, sul capo, un velo, che cambiava colore a seconda dello stato civile: nero o comunque scuro se la donna era coniugata, che diventava, diversamente, grigio chiaro, perla o addirittura bianco”.  Tutte simbologie che oggi, secondo l’imprenditore abruzzese, si sono perse per la freneticità della vita. “Il rito è divenuto più snello, con meno fronzoli, in cui a fare da padrona non è più l’apparenza ma la sostanza”.  C’è da considerare poi, che in alcuni casi, visto il cambiamento multiculturale della società, bisogna adeguarsi a riti che seguono religioni diverse. “Nel rito musulmano, ad esempio – spiega Emidio De Florentiis - il defunto prima della vestizione, viene lavato con abbondante acqua, poi avvolto in un lenzuolo e nel momento della chiusura, messo su di un lato, non in posizione supina come abitualmente avviene. Per fortuna c’è sempre qualcuno della famiglia che fa da referente e fornisce indicazioni”. E se il rito non è religioso? “Innanzitutto non si utilizzano simboli sacri, ma, solitamente, una candela, come simbolo di una luce oltre la vita, non manca mai”.

Archiviato in