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Sanità: massimale medici famiglia sale a 1.800 pazienti

Deroga provvisoria a norma nazionale. Accordo Regione-sindacati

(ANSA) - TORINO, 17 NOV - In Piemonte passa da 1.500 a 1.800, con una deroga provvisoria rispetto alla norma nazionale, il massimale di pazienti in carico a un singolo medico di famiglia.
    La novità fa parte dell'accordo siglato oggi dalla direzione Sanità della Regione Piemonte e dalle organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale.
    "Prendere in carico più pazienti - osserva l'assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi -, significa venire incontro alle necessità dell'assistito che si trova a fare i conti con la difficoltà di reperire un nuovo medico, quando il proprio va in pensione o cessa comunque l'attività. Un'emergenza nazionale che richiede soluzioni nazionali, ma che, intanto, il Piemonte sta affrontando con tutti i mezzi a disposizione,".
    Tra le altre misure previste dall'accordo, entro il limite del 5% del massimale individuale, il medico di famiglia con autolimitazione del massimale potrà accettare anche i conviventi dell'assistito.
    L'intesa prevede anche che l'incarico di continuità assistenziale (guardia medica) al medico con doppio incarico di assistenza primaria e continuità assistenziale che abbia superato i 1.200 assistiti, venga revocato non più dopo 6, ma dopo 12 mesi. Analogo meccanismo per i medici di medicina generale che esercitano nelle Rsa, per i quali è sospesa la limitazione d'ufficio del massimale individuale di 40 assistiti per ogni ora di assistenza prestata nelle Rsa.
    Inoltre, viene velocizzato notevolmente l'iter di assegnazione dei medici nelle zone carenti, attingendo direttamente alla graduatoria, qualora il medico assegnatario non apra lo studio nei tempi previsti.
    "Veniamo incontro all'urgente bisogno di non lasciare i cittadini senza medico - commentano i rappresentanti sindacali Roberto Venesia (Fimmg), Mauro Grosso Ciponte (Snami) e Antonio Barillà (Smi) -, rimuovendo incompatibilità e semplificando le procedure di presa in carico degli assistiti. La carenza di medici è un problema drammatico del nostro Paese, le misure dell'accordo piemontese rappresentano comunque una salutare boccata d'ossigeno". (ANSA).
   

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