Piemonte

Novara al voto, 'cerniera' tra Piemonte e Lombardia si conta

Lega vuol confermare il sindaco e farne fortino. Pd e M5s attaccano

La nuova Città della Salute, il piano regolatore per il recupero delle tante aree industriali abbandonate, l'emergenza sicurezza. Le amministrative del 3 e 4 ottobre mettono in palio, a Novara, il futuro di una città sempre più cerniera tra Torino e Milano, tra Piemonte e Lombardia.

Cinque i candidati sindaco, tra cui il primo cittadino uscente Alessandro Canelli, della Lega, che della città vuole fare anche questa volta il suo fortino. Eletto con oltre il 57% dei voti, nel 2016 il primo cittadino uscente era riuscito in un colpo solo a riportare il centrodestra al governo della città e a sconfiggere l'allora sindaco uscente del centrosinistra Andrea Ballarè. Una vittoria che ora vuole ripetere, sostenuto oltre che dal Carroccio anche da Fratelli d'Italia, Forza Italia e dalla lista civica Forza Novara, per completare il lavoro iniziato in questo primo mandato.

Per provare ad impedirglielo, il centrosinistra schiera Nicola Fonzo, dirigente scolastico di 54 anni. Esponente del Pd, che lo appoggia con la lista Insieme per Novara, prima della vittoria del centrodestra era vicesindaco della città, dopo essere stato anche consigliere comunale e provinciale. Un politico di lungo corso, che arriva dalla scuola del Pci, che per provare a vincere vuole portare Novara al ballottaggio. L'aspirante primo cittadino ci crede, e in questi mesi non ha risparmiato le energie, anche se non lo aiutano le divisioni nell'area del centrosinistra. A Novara non è stato infatti raggiunto un accordo unitario e Azione con Carlo Calenda schiera ai nastri di partenza Sergio De Stasio, 49 anni, già segretario del Pd, che invita i novaresi a votarlo promettendo una città traino del quadrante dell'Alto Piemonte grazie ad una forza riformista come quella che lui rappresenta.

Si dice pronto a cambiare Novara anche Mario Iacopino, sostenuto dal Movimento 5 Stelle e dalla lista civica Novara in Comune. Con i suoi 38 anni, è il più giovane dei candidati e, dopo cinque anni da consigliere di opposizione, è convinto che per cambiare Novara sia necessario andare oltre a centrodestra e centrosinistra. Un neofito della politica, come ama definirsi, è infine Paolo Vanoli, 61 anni, imprenditore nel settore tessile alla guida dell’azienda di famiglia dopo un’esperienza in un istituto di credito. Si candida con il Movimento politico Libertas, nato nel 2014 e di cui è stato nominato recentemente segretario cittadino. La sua proposta è partire innanzitutto dai bisogni immediati dei cittadini e di trasferire l’esperienza del privato nella gestione della cosa pubblica.

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