Coldiretti, gelo dopo il caldo, danni anche ad api

Nevischio negli orti e sui frutteti, da nord a sud del Piemonte

(ANSA) - TORINO, 07 APR - Nevischio e ghiaccio sui fiori e le colture del Piemonte. Il crollo delle temperature, in piena primavera, pochi giorni dopo massime a 25-26 gradi, mette a rischio i raccolti - fa notare Coldiretti - poiché, "dopo il risveglio la vegetazione è ora più sensibile al grande freddo con bufere di vento e neve anche a bassa quota".
    In Piemonte l'ondata d freddo ha colpito soprattutto il nord Piemonte della regione, con nevischio tra le province di Novara e Vercelli, ma anche a sud, nel monregalese, in provincia di Cuneo, e nella provincia di Alessandria con gelate in particolare nell'acquese e nel novese.
    Nella pianura del torinese questa notte, per la prima volta, le temperature sono andate sotto lo zero, era già successo nel pinerolese nelle scorse settimane, ma allora le colture non erano fiorite, provocando lievi danni a kiwi, pesche e albicocche. Il gelo ha segnato, tra le orticole, gli asparagi di Santena e del Pianalto di Poirino.
    "Si attende un ulteriore abbassamento delle temperature questa notte e per una stima dei danni attendibile dobbiamo aspettare qualche giorno - commentano Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale - .
    Con il caldo dei giorni scorsi le piante hanno anticipato la fioritura ed il freddo improvviso è dannoso, oltre che per le orticole e le piante da frutto, anche per il comparto apistico.
    Il grano, invece, sta patendo maggiormente la siccità. L'abbassamento della colonnina di mercurio per lungo tempo sotto lo zero provoca danni gravissimi ma lo sbalzo termico ha inevitabilmente un impatto anche sull'aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra di ortaggi e di fiori, soprattutto se si considera che i prezzi del gasolio sono in continua crescita da novembre. Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici - concludono Moncalvo e Rivarossa - con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo". (ANSA).
   

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