Cina, aumentano frodi informatiche e digitali

Perseguite 32.463 persone nella prima metà del 2020, +77% annuo

(XINHUA) - PECHINO, 28 LUG - Almeno 32.463 persone sono state perseguite in Cina per frode con mezzi informatici o digitali nella prima metà del 2020, segnando un aumento del 77,1% su base annua. E' quanto emerge dai dati diffusi dalla Procura Suprema del Popolo.
    Tra gennaio e giugno, un totale di 58.101 sospetti sono stati incriminati dai pubblici ministeri cinesi per atti fraudolenti, in crescita del 35% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
    Inoltre, secondo la Procura Suprema del Popolo, sono aumentati anche i casi di truffa legati all'epidemia di COVID-19. Il 43,4% dei sospetti coinvolti in reati connessi alla pandemia sono infatti stati incriminati per frode.
    I truffatori hanno preso di mira vari settori tra cui l'istruzione, l'assistenza sanitaria, l'occupazione, la lotta alla povertà e i servizi di credito finanziario. Secondo la Procura Suprema del Popolo, le frodi non causano soltanto perdite economiche alle vittime ma compromettono anche lo sviluppo economico e sociale del Paese.
    Allo stesso tempo, anche i mezzi con cui sono condotte le truffe stanno diventando sempre più tecnologici.Secondo la Procura Suprema del Popolo, i truffatori si avvalgono infatti delle nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale e l'analisi dei big data, in modo da commettere reati in forma anonima in un mondo virtuale.
    Per contrastare questi nuovi fenomeni, le procure cinesi a livello nazionale hanno mantenuto una posizione ferma contro qualsiasi genere di frode. (XINHUA)

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