L’intelligenza artificiale che conta i pesci nel fiume

In sperimentazione in Canada, l’IA sviluppata da Innovasea e Deepsense analizza dati video e sonar per monitorare i flussi ittici nei pressi di una centrale idroelettrica.

Redazione ANSA Roma

Di Alessio Jacona*

 

Cosa succede ai pesci che vivono nei fiumi in cui sono presenti centrali idroelettriche? In molti luoghi del mondo, dighe di ogni dimensione generano energia sfruttando corsi d’acqua che sono anche l’ambiente naturale di numerose specie ittiche: monitorarne gli spostamenti, specie quando si avvicinano agli impianti, e compito cruciale per la salvaguardia dell’ambiente che oggi in Nuova Scozia, nel fiume Gaspereau viene svolto anche con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Innovasea, azienda specializzata nella creazione di tecnologie di tracciamento dei pesci per applicazioni in acquacoltura e scienze ittiche, sta infatti sviluppando una tecnologia basata su IA capace di rilevare e catalogare i pesci selvatici, senza bisogno di utilizzare tag fisici. Messa a punto in collaborazione con DeepSense, piattaforma di ricerca con sede presso la Facoltà di Informatica della Dalhousie University, e con il fornitore di energia elettrica Nova Scotia Power, la tecnologia nasce nell’ambito dell’Ocean Aware project, un progetto da 29 milioni di dollari finanziato in parte dall’iniziativa Canada's Ocean Super Cluster.

Sono ormai diversi anni che sistemi video e sonar vengono utilizzati regolarmente per monitorare il flusso dei pesci selvatici nei fiumi canadesi (così come in altre parti del mondo), per esempio proprio in prossimità della degli impianti della Nova Scotia Power. Il problema è che, fino ad oggi, spettava agli essere umani visionare ad esempio il materiale video generato da telecamere in funzione 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Un compito ingrato, faticoso, che allungava enormemente i tempi per la realizzazione e consegna di report puntuali sui flussi di fauna ittica.

La soluzione sperimentata nel fiume Gaspereau è, in effetti, sulla carta molto semplice: dare in pasto all'intelligenza artificiale il flusso di dati prodotto da telecamere e sonar per automatizzare il lavoro di conteggio e classificazione dei pesci. Per riuscirvi, dall’inizio di aprile si sta insegnando ad algoritmi appositamente sviluppati a riconoscere i pesci ripresi dalle telecamere installate presso la diga di White Rock. L’obiettivo è lo screening sistematico dei pesci che dall'oceano risalgono la corrente.

Se l’esperimento in Nova Scotia, dopo i primi risultati promettenti, si concluderà con un successo, l'IA potrebbe essere successivamente utilizzata anche per altri compiti, come la gestione delle quote di pesca, oppure nello studio delle migrazioni dei pesci nei sistemi fluviali.

*Giornalista, esperto di innovazione e curatore dell’Osservatorio Intelligenza Artificiale

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