Oltretevere

Papa: notte serena e colazione, decorso positivo

Ha anche camminato e letto i giornali. "Esami di controllo ok"

   Una notte tranquilla. Poi, per la prima volta dal ricovero, una colazione frugale e leggera, pressoché liquida. I primi passi nella camera al decimo piano, alzandosi dal letto di degenza. I giornali sfogliati di buon mattino, come primo segno di ripresa delle normali attività. Va avanti positivamente, al suo terzo giorno al Policlinico Gemelli, il recupero di papa Francesco dopo l'intervento chirurgico subito domenica sera per la resezione al colon sinistro, programmata in seguito ad una stenosi diverticolare.

    Si procede senza intoppi, in sostanza, con un decorso post-operatorio più che soddisfacente. Come ha riferito sinteticamente il bollettino diramato a mezzogiorno dal direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni: "Sua Santità Papa Francesco ha riposato bene durante la notte. Questa mattina ha fatto colazione, ha letto alcuni quotidiani e si è alzato per camminare. Il decorso post-operatorio è regolare. Gli esami di controllo di routine sono buoni".

    Nel super-protetto riposo del Pontefice, nei medesimi locali che accolsero per sette volte i ricoveri di Giovanni Paolo II, continua lo stretto monitoraggio medico delle sue condizioni e il progressivo ritorno verso la normalità, ragionando prima di tutto su quanto dovrà durare la permanenza al Policlinico universitario, per ora indicata in circa una settimana. E anche se, e soprattutto dove, il Pontefice potrà tenere l'Angelus di domenica prossima, attesissimo dai fedeli.

    A questo proposito, c'è chi sostiene che il Papa, com'è nel suo carattere, rifuggendo da ogni 'spettacolarizzazione' della malattia, preferisca - condizioni permettendo - tornarsene prima in Vaticano, e magari recitare la preghiera mariana in streaming come durante il periodo più restrittivo della pandemia. Altri ritengono invece che rimarrà al Gemelli, tenendo da lì l'Angelus, come fatto più volte da papa Wojtyla durante le sue degenze, ribattezzando addirittura l'ospedale "il Vaticano terzo", dopo il Palazzo apostolico e la residenza di Castel Gandolfo. Nulla, comunque, è ancora deciso. Quello che è certo, è che tutti aspettano di rivedere al più presto un Bergoglio sorridente e pienamente rimesso dal punto di vista fisico.

    Tra i moltissimi attestati di vicinanza e affetto che continuano ad arrivare al Papa, spicca oggi il messaggio augurale di buona guarigione inviatogli dal presidente della Repubblica di Turchia Recep Tayyip Erdogan. "Nell'apprendere la notizia di buona riuscita dell'intervento chirurgico che ha avuto vorrei presentare, anche a nome della mia Nazione, i miei migliori auguri di pronta guarigione", afferma. "Colgo l'occasione per rinnovare i miei più sinceri auguri di salute e di benessere a Sua Santità ed al mondo Cattolico", aggiunge il presidente turco.

    Da Israele, il presidente Reuven Rivlin con un tweet assicura le proprie preghiere e quelle del suo popolo, augurando salute e pronta guarigione. Né stanno mancando di far sentire la loro voce movimenti ecclesiali come la Comunità di Sant'Egidio, che nella preghiera serale ieri dedicata ai malati, ha riservato un posto particolare alla richiesta di protezione per il Pontefice, "come lui tante volte ci ha invitato a fare", affinché torni a "esercitare pienamente il suo ministero di padre e pastore".

    E per una rapida ripresa di Francesco hanno avviato una catena di preghiera, ciascuno secondo la propria tradizione, membri e amici della Fondazione pontificia Scholas Occurrentes. "Siamo in tanti, di diversi Paesi, di diverse religioni, di diverse età", spiegano gli organizzatori lanciando la proposta in rete e sui social.

   Riferisce l'Osservatore Romano che da Madrid, dove ieri è iniziato un congresso internazionale che riunisce cento accademici e 30 giovani studenti di varie confessioni, i direttori mondiali José María del Corral ed Enrique Palmeyro, hanno rilanciato l'invito, cui si sono uniti il vescovo Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere delle Pontificie accademie delle Scienze e delle Scienze sociali, Mohammed Kaleem Mizra, presidente della Federazione dei musulmani di Spagna, e il rabbino capo della capitale spagnola, Moshe Bendaham.

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