Oltretevere

Task-force S.Sede, "proteste piazza? Non esacerbare tensioni"

Suor Smerilli, "il Covid ha inasprito conflitti che già esistevano"

    "Tutto quello che noi vediamo adesso non è qualcosa che nasce adesso. Guardiamo a prima del Covid, che non è l'anno-zero: noi sappiamo che a livello sociale c'erano tante tensioni e il Covid non ha fatto altro che esacerbare queste tensioni, ha fatto vedere cose che prima si vedevano meno". Suor Alessandra Smerilli è l'economista oggi maggiormente in ascesa nell'ambito della Santa Sede: docente di economia politica e statistica presso la Pontificia Università Auxilium, consultore della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi, consigliera per l'economia presso il Consiglio di Stato Vaticano, è anche coordinatrice della task force "economia" nella Commissione Covid-19 istituita nel marzo scorso da papa Francesco per elaborare progetti a livello globale per il futuro post-pandemia, con gli occhi rivolti alla lotta alla povertà e alle crescenti disuguaglianze, alla dignità del lavoro, alla sostenibilità ecologica, alla solidarietà sociale. E risponde così - durante una conversazione con alcuni giornalisti insieme all'argentino padre Augusto Zampini, segretario aggiunto del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale - a una domanda sugli scontri di piazza e sulle proteste sociali che stanno dilagando, non solo in Italia, contro le restrizioni governative anti-pandemia, che colpiscono soprattutto determinate fasce imprenditoriali e lavorative.

    "All'inizio abbiamo avuto un periodo in cui lo spavento l'incertezza ci rendevano più disponibili a conformarci alle norme - spiega la religiosa -.A questo, però, ora si aggiunge tutto ciò che c'era prima e anche la stanchezza che è subentrata. E' chiaro che dobbiamo aspettarci delle tensioni: tutto questo va seguito da vicino". "Quello che possiamo fare noi come Commissione Covid-19 è fare dialogo, fare proposte, senza essere noi né comitati scientifici né decision maker. Ma dobbiamo tener presente che queste tensioni, pensiamo ai 'gilet gialli' in Francia già erano partite in precedenza", ribadisce.

    Suor Smerilli, che il ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti ha anche voluto nella Commissione 'Donne per un nuovo Rinascimento', sottolinea che "esiste un mondo economico e sociale che si indirizza in una certa direzione, con la digitalizzazione e la robotizzazione, e grazie al Covid e al lockdown alcuni settori hanno avuto una velocizzazione in questi processi". "E' chiaro - esemplifica - che anche dopo il Covid è improbabile che per motivi di lavoro si tornerà a viaggiare come prima: abbiamo visto che certe cose si possono anche fare in maniera diversa". Secondo l'economista vaticana, "tutto questo cambia la struttura del lavoro: i dati Ocse erano chiari, e dicevano che entro dieci anni molti lavori sarebbero stati in trasformazione e tanti altri non sarebbero mai più esistiti".

    "Questi processi vanno accompagnati - afferma suor Smerilli -, considerando comunque che tutte le azioni necessarie per attuare il tema della sostenibilità non si realizzano in poco tempo. Ma pur sapendo che dei posti di lavoro andranno persi, occorre sapere quali azioni vanno fatte. Le conseguenze sociali del Covid vanno accompagnate, per fare in modo che i conflitti non siano esacerbati".

    Per fare questo, secondo la religiosa, "servono visione, unità d'intenti (e a volte le proteste sono strumentalizzate per fini politici o di consenso), ma per non esacerbare le tensioni c'è bisogno anche di una comunicazione che non sia non confusa". "Se penso che in Italia - aggiunge - tutte le persone che vengono sentite in televisione, mi riferisco soprattutto agli scienziati, per farsi ascoltare ognuna deve dire una cosa diversa dall'altra, questo genera confusione nella gente, diminuisce la fiducia, e il patto sociale già traballante rischia di spezzarsi". "Anche un certo tipo di comunicazione - conclude - è necessario per non gettare benzina sul fuoco in questo momento".

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