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Cresce interscambio tra Italia e Bielorussia

Raggiunto +21% nel primo trimestre 2013

28 giugno, 09:53
(ANSA) - ROMA - Cresce l'interscambio tra Italia e Bielorussia, nel contesto dell'Unione doganale tra Bielorussia, Kazakistan e Russia. Nel primo trimestre del 2013, infatti, gli scambi con Minsk hanno avuto un aumento del 21%, mentre la nuova 'troika commerciale' diventata operativa nel 2010 (a cui partecipano dal 29 maggio scorso anche Ucraina e Kirghizistan in qualita' di osservatori) ha fatto registrare un aumento del 5% per un valore che supera i 9 miliardi di euro. In crescita anche l'interscambio con la sola Russia e il Kazakistan (+14%). Eppure esistono i margini per fare di piu'. E' quanto emerso in un incontro organizzato a Roma al Tempio di Adriano dall'Associazione Conoscere Eurasia e da Network Globale (agenzia per l'internazionalizzazione costituita da Camera di Commercio di Roma e Unioncamere Lazio), in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia, Studio Carnelutti e Ice. L'Italia e' quarto partner dell'Unione doganale - che rappresenta un mercato di 170 milioni di abitanti e un Pil complessivo da 2 trilioni di dollari - il terzo cliente e il sesto fornitore. Anche gli investimenti diretti italiani registrano una buona performance, come sottolinea il centro studi di Intesa San Paolo. Nel 2011 gli Ide italiani hanno totalizzato la quota di 4,4 miliardi di euro raggiunta, in primis, da 750 imprese italiane operative in Eurasia, per lo piu' nei settori dell'energia, dell'agro-alimentare, moda, telecomunicazioni e automobilistico. E proprio a una collaborazione che vada oltre il settore energetico, aspira la Russia, come ha ricordato intervenendo Sergey Glaziev, consigliere economico del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. ''Ci sono margini - ha detto - per ampliare i nostri business in altri settori quali infrastrutture, industria manifatturiera, Tlc e ricerca spaziale. Nel primo trimestre 2013, il valore degli scambi tra l'Italia (quarto partner commerciale) e la Russia ha registrato un aumento nel valore complessivo di 8 miliardi di euro, con un export italiano che cresce +13,2%, ma anche l'import (+14,8%). ''La crescita registrata negli ultimi anni non deve trarre in inganno: i valori potenziali del nostro Made in Italy sono molto maggiori e solo parzialmente espressi'', ha detto il presidente dell'Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico. Oltre alle crescenti relazioni con la Russia, infatti, sono enormi le potenzialita' offerte dal ponte strategico a costo zero con gli altri 2 Paesi. Nel Kazakistan, destinato ad entrare nella top 5 mondiale tra i produttori petroliferi, gli scambi commerciali si sono sestuplicati nell'ultimo decennio, con l'Italia maggior partner commerciale Ue grazie a una quota del 13% sul totale degli scambi. Ma il nuovo hub strategico, sottolineano gli analisti, ''e' soprattutto un ponte fondamentale per raggiungere il completo sodalizio commerciale tra l'Unione Europea e quella eurasiatica'', con l'attesa Unione economica eurasiatica, prevista a partire del 2015. ''L'Unione economica euroasiatica non e' un progetto chiuso, ne' una nuova cortina di ferro o un muro'', rimarca Tatiana Valovaya, ministro dell'Integrazione della Commissione economica eurasiatica (uno degli organismi di cui si e' dotata l'Unione). ''Il nostro primo partner e' l'Unione europea e piu' della meta' dei nostri scambi e' con l'Ue''. Si tratterebbe invece del passo decisivo per creare quella ''comunita' economica armoniosa'' che dovrebbe unire il continente ''da Lisbona a Vladivostok'', ipotizzata dal presidente Putin (ANSA).

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