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Italia-Bielorussia, riprende dialogo. Nodo diritti umani

Della Vedova, prossime presidenziali banco di prova

10 marzo, 12:55

di Cristiana Missori

 

(ANSA) - ROMA - Riparte il dialogo politico tra Roma e Minsk. Un'apertura che non coinvolge unicamente l'Italia come ha messo in luce la recente visita nella capitale bielorussa del sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto della Vedova, ma che interessa in maniera più ampia l'Unione Europea. Al termine dell'ultima riunione dei ministri degli Affari esteri dell'Ue, la settimana scorsa a Riga, infatti, i responsabili della diplomazia dei 28 hanno aperto la strada alla "possibilità di ampliare e approfondire le relazioni con la Bielorussia".

Sul tavolo ci sono ancora molte questioni, in particolare quella dei prigionieri politici, ma i segnali sono incoraggianti. Il disgelo nei confronti del presidente Alexander Lukashenko è legato al suo aiuto nei colloqui di pace per l'Ucraina svoltisi a Minsk il mese scorso, e a alcuni timidi segnali di una maggiore apertura democratica. La strada è comunque ancora lunga. "Importante snodo sarà quello delle elezioni presidenziali che si terranno l'autunno prossimo", ricorda Della Vedova. "Oltre alla liberazione di alcuni prigionieri politici, su cui l'Ue confida, importante sarebbe la possibilità di inviare osservatori durante le consultazioni e il periodo di preparazione". A Minsk Della Vedova ha incontrato il viceministro degli Esteri, Alena Kupchina, e il vicepremier Vladimir Semashko.

Incontri che hanno rilanciato le relazioni bilaterali, "e in cui si è affrontato il tema del rispetto dei diritti umani e del processo democratico". Anche le relazioni economiche con l'Italia potranno beneficiare del cammino avviato dalle autorità bielorusse sul fronte dei diritti umani, spiega. Oltre ad avere stabilito la riattivazione della Commissione mista italo-bielorussa entro l'inizio del prossimo anno, Roma ha scelto di riprendere il discorso del distretto industriale di Brest, rimasto finora lettera morta. Un progetto che risale al 2010 e che prevedeva l'istituzione di un distretto industriale in una zona franca con la partecipazione di aziende italiane e creare così nuove opportunità per le aziende del Belpaese attraverso investimenti di capitali e la realizzazione di nuovi impianti di produzione e di progetti d'investimento a lungo termine e innovativi. A oggi, fanno sapere da Minsk, sarebbe tutto pronto per accogliere gli investitori italiani. Da parte italiana, però, manca ancora l'individuazione delle aziende. Un discorso che il governo italiano intende riprendere assicura Della Vedova, "facendo conoscere le potenzialità del distretto e facilitando le aziende che manifestano interesse". Le relazioni economiche tra i due Paesi, malgrado su di essere pesino le sanzioni Ue, non vanno poi così male. In crescita dal 1 gennaio 2011 al 1 gennaio 2014 gli investimenti diretti italiani, passati da 24,5 milioni di dollari ai 191,1 milioni di dollari dello scorso anno. In aumento anche le esportazioni italiane, passate dai 391, 1 milioni di euro alla cifra record di 529,1 milioni di euro del 2013. I dati sul 2014 (ottobre), mostrano invece un calo con 359,8 milioni. "Il vero tesoro di cui dispone il nostro Paese - aggiunge il sottosegretario - sono quei circa 500 mila ragazzi bielorussi che subito dopo la tragedia di Chernobyl presero parte ai vari programmi di soggiorno terapeutico in Italia. Amano l'Italia e parlano il più delle volte italiano. Un vero patrimonio che può costituire un elemento di attrattiva per gli investimenti italiani in Bielorussia". (ANSA).

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