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Kosovo: inviato Ue,da Bruxelles nessun ultimatum alla Serbia

Lajcak, l'importante è continuare dialogo. Collaborazione Ue-Usa

01 marzo, 14:36
(ANSA) - BELGRADO, 01 MAR - Il rappresentante specialedell'Ue per il dialogo sul Kosovo, Miroslav Lajcak. che comincia oggi una missione a Pristina e a Belgrado, ha detto che non presenterà alcun ultimatum alla dirigenza serba sul riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo, come ipotizzato da alcuni media nei giorni scorsi, e si è mostrato fiducioso sulla reale possibilità che le due parti possano giungere in tempi ragionevoli a un accordo sulla normalizzazione dei rapporti.

In un'intervista all'agenzia serba Tanjug alla vigilia della missione nella regione, il mediatore europeo ha parlato dell'importanza della collaborazione tra Ue e Usa nel favorire il raggiungimento di un'intesa, sottolineando che dalle visite a Pristina e Belgrado si aspetta di sentire la posizione delle parti su quando potrà proseguire il negoziato facilitato dall'Unione europea. "L'Ue non lavora col principio degli ultimatum. Noi siamo qui per aiutare. L'obiettivo del dialogo è sostenere sia Belgrado che Pristina, favorendo il futuro europeo per l'intera regione", ha detto Lajcak. "Non è un segreto - ha aggiunto - che la Ue si aspetta la prosecuzione del dialogo", che è imprescindibile sia per Pristina che per Belgrado sulla strada verso l'Ue.

Nella sua missione e dai colloqui con le due parti, ha osservato, si aspetta di sapere quando sarà possibile riprendere il negoziato. Il diplomatico slovacco ha quindi sottolineato come l'Ue sia "in stretto contatto" con i partner americani per favorire il dialogo sul Kosovo e in generale la prospettiva europea dell'intera regione dei Balcani occidentali. "La normalizzazione dei rapporti tra Belgrado e Pristina è il presupposto per un'integrazione di successo, e Ue e Usa intendono aiutare a questo scopo". E richiesto di commentare la posizione americana sul 'reciproco riconoscimento', Lajcak ha osservato che spetta alle due parti mettersi d'accordo "su cosa sia la normalizzazione e su cosa sia normale". (ANSA).

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