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Europa, da totalitarismi a integrazione, 60 anni di storia

Il periodo di pace più lungo della storia del vecchio continente

26 novembre, 20:05
(ANSA) - ROMA, 26 NOV - "L'Europa è un immenso cimitero, soprattutto lungo il confine franco-tedesco". E' quanto affermato oggi pomeriggio dallo storico Tommaso Piffer, docente di storia dell'Europa contemporanea all' Università di Udine, riferendosi ai corpi che ancora oggi riaffiorano lungo l'accidentata ex linea di fronte, durante l'incontro, in videoconferenza, promosso dall'Irse, Istituto Regionale di Studi Europei di Pordenone, titolato "Dai totalitarismi all'integrazione europea" uno sguardo retrospettivo per ripercorrere il momento della nascita di un'Europa unita, insieme al giornalista e saggista Roberto Reale.

Il primo conflitto mondiale è uno dei tre grandi scontri che vedrà contrapporsi la Francia e la Germania e che porterà, per Piffer "alla nascita prima della Comunità economica del carbone e dell'acciaio (Ceca), per un controllo più efficace dell'enorme capacità mineraria e industriale della potenza tedesca, e poi della Comunità economica europea (Cee)". E un equilibrio tra Parigi e Berlino "che porterà in dote al Vecchio Continente oltre un sessantennio di pace e prosperità".

"Una prima fase della costruzione europea - ha spiegato Piffer - che ha beneficiato della volontà di perseguire i propri interessi nazionali da parte dei singoli stati membri, che vedevano nel disegno europeo un'ancora di stabilità che nel vecchio continente mancava da troppo tempo" e che, come ha spiegato Reale, "si concluderà nel 1975, con una seconda che arriverà fino agli anni '90 e che vedrà la nascita del Parlamento europeo, l'ingresso tra il 1981 e il 1986, di Grecia, Spagna e Portogallo, che nel corso del periodo precedente erano stati guidati da regimi totalitari, soprattutto gli ultimi due".

Fino al crollo del comunismo e del blocco sovietico, oltre che del simbolo stesso della "Cortina di Ferro", il muro di Berlino.

Un terzo periodo, che va dal 1992, anno di Maastricht, al 2004, anno dell'ingresso nella Ue di dieci Paesi ex comunisti, durante il quale l'Europa conoscerà la prima guerra al suo interno dopo le devastazioni dell'ultimo conflitto mondiale, ossia il conflitto in Jugoslavia, Paese ormai privo della sua funzione di stato cuscinetto tra i due blocchi, che come ha sottolineato Piffer "ha portato a una spaccatura della politica estera europea, con una Francia più filoserba e jugoslava e una Germania filo slovena e croata, una forte presenza degli Usa, in un momento in cui la Russia stava raccogliendo i cocci della sua dissoluzione". (ANSA).

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