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Erosione costa, monitoraggio costante per indirizzare risorse

Da progetto Stimare un 'digital twin' per testare scenari clima

(ANSA) - PESCARA, 02 LUG - L'aumento delle aree costiere interessate da imponenti processi erosivi rende impossibile reperire le risorse per metterle in sicurezza, occorre uno strumento oggettivo per stabilire le priorità e un'attenta valutazione del rischio può essere d'aiuto. Le tecnologie sviluppate dai gruppi di ricerca del progetto 'Stimare', come le stazioni video a basso costo per il monitoraggio della idro-morfodinamica, installate a più ampia scala aiuterebbero ad avere un continuo controllo dello stato delle spiagge e della loro vulnerabilità a erosione e allagamento. Lo spiega l'ingegner Renata Archetti, docente dell'Università di Bologna e coordinatrice scientifica del progetto Stimare 'Strategie innovative per il monitoraggio e l'analisi del rischio Erosione', realizzato con il Politecnico di Bari e finanziato dal ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Quattro i siti di studio, tutti sul mare Adriatico: Riccione e Cervia, Margherita di Savoia e Monopoli.
    La principale emergenza è legata agli effetti delle mareggiate. "Effetti fisici quali erosione e allagamenti - precisa Archetti - economici, dovuti alla perdita di indotto per l'utilizzo dei territori, ecologici dovuti all'intrusione salina che modificherà le vegetazioni. Sarà necessario lavorare per una maggiore integrazione del monitoraggio. Abbiamo enti che a volte non si parlano. L'Emilia Romagna è un'eccellenza sia nel monitoraggio sia nella gestione della linea di costa, altre regioni devono migliorare l'integrazione tra reti di misura, altre non hanno un Piano regionale delle coste".
    Archetti elenca i possibili sviluppi del progetto: "Lo studio di soluzioni Nature-based per la difesa delle coste; l'estensione ad altre regioni della strumentazione implementata durante il progetto. La disponibilità di tanti dati fisici permetterà, mediante tecnologie digitali, di realizzare un 'gemello digitale' del sistema mare/costa su cui testare scenari climatici, fattori di stress antropici o strategie politiche del Green Deal, per consentire misure per aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici, migliorare la gestione del rischio di catastrofi e sviluppare piani territoriali". (ANSA).
   

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