• Scuole chiuse:Cgil Abruzzo-Molise, nessun permesso genitori

Scuole chiuse:Cgil Abruzzo-Molise, nessun permesso genitori

(ANSA) - PESCARA, 09 FEB - Le ultime novità normative prevedono la possibilità, per i genitori di figli le cui scuole vengono chiuse per contrastare l'emergenza Covid 19, di usufruire di permessi retribuiti al 50% solo se le scuole si trovano in 'zona rossa' ed i figli frequentano seconda o terza media: non è previsto nessun permesso, invece, se non vi è l'istituzione della 'zona rossa', ma le scuole vengono comunque chiuse. Per fruire dei permessi, inoltre, la 'zona rossa' deve essere istituita direttamente dal Ministero della Salute. A denunciarlo sono il segretario segretario Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, e il coordinatore Inca Cgil Abruzzo Molise, Mirco D'Ignazio.
    "Questa anomalia - spiegano - sta generando enormi problemi a migliaia di lavoratrici e lavoratori di molti comuni abruzzesi e molisani. La chiusura di tutte le scuole (comprese scuole dell'infanzia, elementari e medie) che in questi giorni stanno disponendo alcuni sindaci, come ad esempio accaduto a Pescara, si sta rivelando un dramma per coloro che hanno figli con meno di 14 anni e devono comunque andare a lavorare. Così come drammatica è la situazione di chi vive nei comuni e nelle zone in cui la "zona rossa" è stata istituita dalla Regione e non dal Ministero, come in 3 comuni teatini e 27 molisani: qui al danno si aggiunge la beffa, perché neanche in questo caso si ha diritto ai permessi".
    "La pandemia - proseguono i due sindacalisti - ha già colpito duramente le fasce più deboli della popolazione sia dal punto di vista sanitario che sociale. I dati ci dicono chiaramente che ad aver perso il lavoro in questi mesi sono state principalmente le donne e l'assenza del diritto a godere di permessi in caso di scuole chiuse, si rivelerà l'ennesimo colpo all'occupazione femminile: ancora una volta le lavoratrici madri si ritroveranno a dover scegliere tra il proprio lavoro o la cura dei figli".
    "È quindi necessario - concludono - che vi sia un immediato intervento normativo che sani questa situazione: se il recovery plan dovrà servire a recuperare quella parità di genere che nel nostro Paese è ancora una chimera, ci si preoccupi subito affinché non si debba intervenire domani per risolvere un problema causato oggi". (ANSA).
   

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