Molise

Scuola:Molise, danno comunitario precari

Riconosciuto diritto a risarcimento ed a progressione economica

(ANSA) - LARINO (CAMPOBASSO), 6 NOV - I Tribunali del lavoro di Larino e Isernia riconoscono a docenti e personale Ata della scuola molisana il risarcimento del "danno comunitario" per l'illegittimo ricorso al contratto a termine, oltre alla progressione economica stipendiale derivante dall'anzianità lavorativa maturata, seppure con i diversi contratti a termine che si sono susseguiti nel tempo. Le sentenze dei giudici frentani e altomolisani hanno accolto le azioni legali presentate dall'avvocato di Campobasso Vincenzo Iacovino. "I magistrati hanno ritenuto che la reiterazione abusiva dei contratti a scadenza deve considerarsi illegittima e il Ministero deve essere assoggettato alle conseguenze sanzionatorie della "illecita condotta". Si tratta del "danno comunitario", il cui risarcimento - ha spiegato l'avvocato Iacovino - è configurabile quale sanzione "ex lege" a carico del datore di lavoro". I Giudici del lavoro di Larino e Isernia hanno aderito alle considerazioni della Corte Europea e, dopo aver accertato il ricorso abusivo della Pa al rapporto di lavoro a termine, hanno superato il quadro normativo nazionale. I giudici frentani hanno riconosciuto ai ricorrenti il diritto al risarcimento del danno liquidato nella misura di 15 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, oltre a interessi legali e rivalutazione monetaria; inoltre per ciascun ricorrente ha riconosciuto il diritto alla progressione economica stipendiale. Il Tribunale di Isernia ha, invece, riconosciuto, a titolo risarcitorio, somme da correlarsi, caso per caso, al numero dei contratti che si sono succeduti, alla loro durata e all'intervallo di tempo tra l'uno e l'altro. Per l'avvocato Vincenzo Iacovino si tratta di "sentenze coraggiose e di alto profilo giuridico. I giudici per superare la 'trappola della precarietà', sono ricorsi alla normativa sovrannazionale dandone diretta e immediata interpretazione e applicazione nello stato italiano riconoscendo diritti altrimenti preclusi alle migliaia di precari della scuola".

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