Fase 2: liberty e tecno riapre storico Caffè Meletti

Distanziamento, percorsi e mascherine nel bar dell'anisetta

(ANSA) - ANCONA, 24 MAG - Il Caffè Meletti di Ascoli Piceno ha riaperto i battenti all'insegna dell'innovazione tecnologica sotto forma di una App. Terminato il lockdown, anche per uno dei più noti caffè storici italiani, inaugurato nel 1907 e considerato un perfetto esempio di stile liberty, le norme dovute all'emergenza Covid 19 hanno imposto modifiche agli spazi interni ed esterni. Restano immutati gli arredi d'epoca: bancone, specchiere, espositori di dolci e pietanze, divani in velluto verde, tavolini dove si sono seduti, tra gli altri, Mario Del Monaco, Beniamino Gigli, Pietro Mascagni, Ernest Hemingway, Renato Guttuso, Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Mario Soldati, Pietro Germi, Dustin Hoffman e politici come Sandro Pertini e Giuseppe Saragat. Un ambiente dal fascino senza tempo, incastonato in una palazzina rosa voluta da Silvio Meletti, industriale produttore di liquori, tra cui la famosa anisetta da gustare con la 'mosca'. Un ambiente che ha fatto da sfondo a titoli famosi del cinema italiano, da 'I delfini' di Francesco Maselli, a 'Alfredo, Alfredo' di Germi, a 'Il grande Blek' di Giuseppe Piccioni. "Abbiamo dovuto rivedere un po' tutto e possiamo dire che per il Meletti inizia una nuova fase storica - spiega l'amministratore Valter Di Felice - . Il caffè è aperto, ma non il ristorate, e svolgiamo servizio al banco e al tavolo rispettando le norme sul distanziamento, la sanificazione dopo ogni consumazione e il personale in guanti e mascherina". Al Meletti si accede da piazza del Popolo e si esce dal lato di via del Trivio in un percorso chiaramente indicato, così da impedire contatti troppo ravvicinati fra i clienti, assistiti dal momento dell'ingresso fino all'uscita dopo la consumazione. Sarà raddoppiato entro fine maggio lo spazio a disposizione dei tavoli all'esterno, in piazza del Popolo, il 'salotto' di Ascoli Piceno. Ma la novità principale è la App "che potrà essere scaricata sui propri smartphone: permetterà di consultare il menù, comporre il proprio ordine e trasmetterlo, per essere poi serviti al al tavolo quanto richiesto. Chi vorrà potrà chiaramente continuare a ordinare a voce al cameriere", annuncia Di Felice. "Il coronavirus ha colpito tutte le attività in maniera durissima, ma dobbiamo fare in modo che diventi anche un'opportunità per apportare cambiamenti e accettare nuove sfide in una società cambiata. Questi cambiamenti dobbiamo saperli cogliere - conclude - , proponendo un nuovo modo di andare al bar o al ristorante". (ANSA).
   

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