Veterinario ucciso, fermato collaboratore

Portato in carcere ad Ancona

Olindo Pinciaroli, il veterinario trovato morto ieri nelle campagne di Osimo (Ancona) è stato ucciso dal giovane collaboratore con cui stava andando a visitare un cavallo a Polverigi: Valerio Andreucci, 23 anni, è in stato di fermo per omicidio dopo un interrogatorio fiumei.

Nessuna rapina dunque, nessun fantomatico ''agguato di 4 sconosciuti'', come aveva raccontato l'omicida, un ragazzo di scuderia con piccoli precedenti per furto e ricettazione, subito dopo essere stato rintracciato dai carabinieri nascosto in un fossato a 100 metri dall'ambulanza veterinaria del dottore. Ma se il 'giallo' può dirsi risolto, il movente è ancora nebuloso. Il 23enne è stato trovato in stato semiconfusionale, ha raccontato che non dormiva da tre giorni, e al difensore che l'ha incontrato in carcere, l'avv. Alessandro Angelozzi, ha ripetuto di non ricordare quasi nulla.

''Andreucci - ha detto il legale - non è tuttora in grado di fare un discorso lineare, non riesce a focalizzare i fotogrammi della vicenda, è in uno stato confusionale, a mio avviso in continuità con le sue condizioni psicologiche di ieri mattina, tanto che non riconosce come sue nemmeno le dichiarazioni apparse oggi sulla stampa e che riferiscono di un tentativo di rapina che avrebbe raccontato di aver subito insieme al medico". Il 23enne insomma non era in sé; probabilmente, fa capire il suo avvocato, per l'assunzione di qualcosa che ne ha compromesso le capacità di intendere.

Con Pinciaroli collaborava saltuariamente in varie scuderie. Non risulta che fra i due ci fossero forti motivi di contrasto o contenziosi, ha spiegato in un breve incontro con i giornalisti il pm Marco Pucilli. Il 24 maggio  intanto si terrà l'udienza di convalida del fermo per omicidio volontario, e il pm affiderà la perizia sul cadavere del medico, raggiunto da vari fendenti, i più profondi alla gola e al torace. L'arma del delitto, un grosso coltello da cucina con l'impugnatura di metallo, sporco di sangue e con impresse le impronte di Andreucci, è stata ritrovata a 100 metri di distanza in linea d'aria dal luogo della tragedia, dove oggi i Ris hanno fatto un primo sopralluogo. Non si sa ancora se Pinciaroli (che aveva ancora addosso tutto il denaro) sia stato aggredito sull'ambulanza o fuori, o se l'assassino, anche lui ferito alle mani, si sia scagliato contro il medico a bordo del mezzo e la colluttazione sia poi proseguita all'esterno. E' invece pressoché certo che Andreucci abbia agito da solo, per poi telefonare alla madre e a un amico inventando la storia della rapina violenta. Troppo evidenti le discrepanze nella sua deposizione, troppi i 'buchi'. I carabinieri della Compagnia di Osimo, del Reparto investigativo e del Comando provinciale di Ancona hanno lavorato una notte intera cercando riscontri e prove, mentre il pubblico ministero interrogava il ragazzo nella Caserma dell'Arma a Osimo. Andreucci non ha confessato, ma gli indizi a suo carico sono apparsi così gravi e concordanti che per lui si sono spalancate le porte del carcere. 

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